Articoli, pagine o categorie, cosa posizionare?

Oggi con WordPress o similari si riesce a realizzare più o meno qualunque tipo di sito web. Ma se questo CMS ci ha insegnato a organizzare le informazioni per articoli, pagine e categorie/tag (archivi), lo stesso WordPress ci ha abituati a farci domande su quali di queste modalità organizzative “funzionino meglio o peggio” per i motori di ricerca. Oggi cerchiamo di rispondere all’annosa domanda su articoli, pagine o categorie: quali sono più facili da posizionare? E su quali devo concentrarmi in particolare?

Articoli, pagine o categorie?

Articoli, pagine o categorie?

L’articolo di oggi parte da uno spunto arrivato sotto forma di domanda nel gruppo dei Fatti. Proverò a rispondere con una serie di affermazioni che seppure non riusciranno a evadere tutti i casi possibili, serviranno quantomeno a fare chiarezza su cosa significa cosa e perché.

 

Non esiste un tipo di pagina che funziona meglio

Sgombriamo subito il campo dal primo grande dubbio: non è vero che Google preferisce gli articoli alle pagine, le categorie agli articoli, le pagine ai tag e così via. Non c’è un tipo di pagina che funziona meglio a prescindere, ma ci sono le architetture, i contenuti, il codice. Queste tre variabili fanno la differenza sulla rilevanza.

 

Architettura

Se per ciascun articolo sul tuo blog inserisci almeno un nuovo archivio tag, se hai fondamentalmente più categorie e sottocategorie che articoli e soprattutto se non conosci la logica trasversale delle tassonomie – in base alla quale le category dividono e i tag riuniscono – allora noterai che Google tenderà a non preferire le pagine archivio e dunque a non posizionarle. In questi casi la visibilità tende ad andare tutta sulle singole pagine e un po’ sugli articoli. Dico un po’, perché gli articoli inseriti all’interno di un’architettura disorganizzata risultano più difficili da valutare. Se dunque vuoi posizionare gli archivi, migliorane la logica e sfoltiscili.

 

Contenuti

se ad un sistema di classificazione già disorganizzato sommiamo articoli e pagine povere, allora verrà meno sia la forma che la sostanza e di conseguenza i risultati saranno pessimi sia per archivi che per pagine e articoli. In presenza di un’architettura discreta, i contenuti di bassa qualità faranno risaltare categorie e (se presenti) tag, che dunque si posizioneranno meglio rispetto ai singoli contenuti. Come vedi il posizionamento non dipende dal tipo di pagina web, ma dalla qualità singola e complessiva, dunque da quella del singolo contenuto all’interno della struttura in cui è alloggiato.

[adrotate banner=”1″]

 

Codice

Quello del codice è un aspetto meno evidente, ma non meno serio rispetto ai primi due. Può capitare che abbiamo una buona struttura e buoni contenuti e che entrambi questi aspetti siano stati curati con attenzione alla keyword research, insomma tutto giusto, salvo che gli archivi si posizionano e gli articoli no o viceversa. Una prova che potremmo fare è già banalmente aprire il codice sorgente di un articolo e di un archivio, per valutarne queste due cose:

  1. Numero delle righe di codice
  2. Numero delle dipendenze .CSS/.JS

A me è capitato di notare per alcuni progetti web, buoni posizionamenti per gli archivi, ma pessimi per gli articoli. A vedere il codice, ciascun articolo presentava una quantità imbarazzante di rimandi a fogli di stile di Editor e funzioni varie MAI richiamate in pagina. Una enorme sfilza di righe di codice in più (ma veramente in più) che l’utente normalmente non vede, ma Googlebot sì. Questo è triste, perché magari vengono profusi sforzi enormi per la progettazione e la realizzazione di contenuti che non siano fuffa, ma tali sforzi vengono vanificati dalla mancanza di una buona SEO. Perché sì signori, questa è SEO. O pensavate che si trattasse di mettere a posto gli H1?

 

Conclusioni: pagine, articoli o categorie?

Al netto delle affermazioni fatte fin qui, sarà importante scegliere le pagine web nevralgiche, quelle proprio importanti da posizionare. Se hai un’agenzia o comunque un’azienda, ma anche se sei un singolo professionista che offre servizi, probabilmente dovrai concentrare l’attenzione sulle pagine istituzionali che descrivono i servizi offerti. Una bella mossa è fare in modo che tali pagine corrispondano alle categorie, secondo la strategia degli archivi.

Se invece monetizzi con le pubblicità, il tuo goal sarà molto più probabilmente ottenere buoni risultati con i singoli articoli. In questo senso il suggerimento è fare attenzione al piano editoriale: evita sovrapposizioni tra articoli simili e soprattutto evita i contenuti offtopic che possono fuorviare Googlebot dall’attribuirti valore per l’argomento centrale di interesse. E non tralasciare la corretta organizzazione delle tassonomie, perché mens sana in corpore sano. Non puoi posizionare bene gli articoli se gli archivi che li contengono sono sballati.

 

🙂

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.