Cos’è l’autorità di un sito web

L’autorità di un sito web è una misura calcolabile in modi diversi – da soggetti diversi e con risultati diversi – del valore intrinseco di un sito web. Avere un punteggio di autorità elevato permetterebbe di posizionare più facilmente i risultati di un sito web su Google.

autorità del sito web

autorità del sito web

Proviamo a entrare dentro al concetto di autorità riferito ai siti web, per coglierne l’effettiva incidenza, sulla base di alcune esperienze che posso raccontare. Soprattutto, come si fa ad avere un sito web autorevole? Ma poi, è sempre vero che un sito web autorevole si posiziona meglio di uno che non lo è?

 

Autorità = più portata

In passato ho già fatto un ragionamento sul traffico che un sito web merita di avere in base alla propria importanza. sostanzialmente (e riassumendo), un sito web più importante riesce ad avere più “campo”, dunque a posizionare più contenuti di tipo diverso. Ad esempio, uno shop online che vende imballaggi per alimenti, riuscirà a posizionare con più facilità le diverse tipologie di imballaggi via via che il suo punteggio di autorità cresce.

È dunque vero che un sito web qualunque (senza autorità) può ottenere un posizionamento migliore per una pagina competitiva rispetto a un sito più autorevole, ma quel risultato tenderà a restare un “figlio unico di madre vedova”, nel senso che complessivamente, il sito web autorevole tenderà sempre ad avere una portata maggiore su molti più ambiti di ricerca diversi (e pertinenti). Insomma, Davide può sconfiggere Golia, ma alla fine l’esercito di Golia vincerà la battaglia!

 

Come si misura l’autorità?

Una volta Google ci mostrava il Page Rank sotto forma di barretta verde, con valore oscillante su base logaritmica tra 1 e 9. Oggi non abbiamo indicatori di Google per misurare il valore di un sito web, ma ciò non significa che Google non lo misuri comunque. Semplicemente non ce lo mostra più, probabilmente per evitare che venga utilizzato come base d’asta per la compravendita di backlink.

I diversi software di business intelligence come Semrush, si sono dunque industriati per fornirci un valore quanto più possibile attendibile, facendo valutazioni su parametri osservabili a partire dall’utilizzo delle API di Google.

Ad esempio, i volumi delle chiavi branded o il numero dei backlink da domini diversi, o ancora il numero delle chiavi di ricerca diverse per cui si posiziona il sito web, possono avere un’incidenza sul punteggio di autorità, ma come avrai già capito, queste misurazioni fatte in automatico non sono esenti da errori, perché:

  1. Un sito web potrebbe posizionarsi a caso (fortuitamente) per una chiave di brand importante;
  2. Il numero dei backlink da domini diversi può essere gonfiato artificialmente, senza produrre alcun vantaggio reale in termini di posizionamento;
  3. Un sito web può posizionarsi per un milione di chiavi diverse, ma quanto pesano? Quanto sono diverse tra loro?

Insomma, sui grandi numeri possiamo farci un’idea sull’effettivo peso di un sito web guardando questi indicatori, ma se già confrontiamo un software a un altro, noteremo spesso risultati molto diversi e tali da piombarci nel buio di una notte senza sogni.

 

Conclusioni

E l’anzianità? E il PD? Entrambe hanno in comune il fatto che sembrano avere un senso e invece no. L’anzianità rende solo più probabile che si siano sviluppati segnali di autorità rispetto a un sito web, ma se tieni un sito web a “svernare” per 10 anni senza lavorarci, sarà come se fosse stato online 10 giorni, anzi, magari nel frattempo te l’hanno anche bucato, quindi paradossalmente puoi avere un riscontro negativo.

L’autorità resta senz’altro il “nodo da sciogliere” per qualunque strategia di posizionamento che non veda il sito web come un serbatoio da riempire con backlink comprati più o meno a caso. Google deve percepire l’interesse sincero di più utenti verso il sito web a cui stai lavorando, quindi un primo passo è senz’altro lavorare per aumentare i volumi di ricerca sulle chiavi di brand, sviluppando bene le attività legate alle dinamiche della community e ai social in generale.

Poi (anzi, insieme) ci sono gli aspetti tecnici, la buona struttura, soprattutto la perseveranza e la pazienza di produrre valore avanzando a testa bassa, finché Google non sarà costretto a prenderne atto.

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