Gestione dei picchi e upgrade delle risorse con una piattaforma di Cloud Hosting

Ora che abbiamo una conoscenza più approfondita del sistema di Cloud Hosting di FlameNetworks, possiamo entrare nel dettaglio e parlare di uno dei maggiori vantaggi di una piattaforma di cloud hosting. La scalabilità, ovvero la possibilità di aumentare le risorse a disposizione per il proprio sito web, in tempo reale, senza alcun intervento sistemistico, è la soluzione migliore per poter operare con un sito web da grandi numeri, senza avere competenze di gestione del servizio. Abbiamo trattato questo punto proprio in uno degli ultimi post, confrontando i vantaggi del cloud computing e del cloud hosting.

Come vengono gestiti i picchi nel cloud hosting?

Contrariamente ad un server dedicato o ad una istanza di cloud computing unmanaged, nel caso del cloud hosting la gestione dei picchi avviene in modo trasparente per l’utente, tramite l’aggiunta di risorse virtuali al sistema. La parola Virtuale ha qui un duplice significato: quando si parla di aggiunger risorse si citano solitamente RAM e CPU, giusto? A livello tecnico è quel che avviene anche nel cloud hosting, tuttavia queste unità vengono incrementate per via di una unità di misura, quasi una moneta virtuale, che nel caso di Flame Networks si chiama FCU (Flame Compute Units).

1 singola FCU ha una corrispondenza nel sistema in termini di RAM e CPU, e così l’aggiunta di un numero di FCU al proprio sito si tramuta in un potenziamento del proprio account in maniera del tutto trasparente: non vi sono downtime o necessità di riavvio dei server, il sistema in automatico legge una maggiore disponibilità di risorse e consente ai siti ospitati di consumare maggiori risorse.

La gestione dei picchi, ovvero di visite improvvise che raggiungono un sito web, è un dettaglio importante: tutto questo può avvenire automaticamente nel sistema, facendo si che sia la piattaforma di cloud hosting ad aumentare il numero di FCU in base al carico riscontrato nel sistema. Questo significa che la scalabilità è automatizzata: a livello di server la piattaforma non fa altro che cercare di allocare più risorse per quell’account, fino a che non ne trova disponibili sul nodo dove è ospitato. Nel momento in cui questo non fosse possibile (immaginiamo di avere un picco che sia nell’ordine del 400% rispetto al traffico abituale), allora la piattaforma migra l’account su un nodo più scarico, o ne crea uno nuovo nel caso non vi siano quelle risorse disponibili.

Interessante vedere, dal punto tecnico, quali sono le componenti che “rispondono” a questa esigenza e permettono a FlameCloud di scalare in maniera automatica:

ZFS – La possibilità di creare snapshot del filesystem e inviare i flussi incrementalidelle immagini in altri server è fondamentale per il funzionamento del Cloud

FreeBSD – Questo sistema operativo ha un altissimo rendimento con ZFS ed è cross-platform. Qualsiasi applicazione web progettata per Linux girerà anche su FreeBSD

FCFS – FlameCloud File System – Meccanismo basato su ZFS e replica filesystem. Il sistema monitora costantemente il filesystem per eventuali modifiche, quindi non appena si verifica un aggiornamento sul vostro sito web viene rilevato un cambiamento, un shapshot ZFS viene poi ripreso e trasmesso in tutto il Cloud ad almeno due altri nodi. Questo sistema copre sia le modifiche ai file del sito così come gli aggiornamenti del database. Poiché gli snapshio sono salvati ad intervalli regolari e conserviamo quelli vecchi così come i dati più recenti, si possono recuperare i dati cancellati in qualsiasi momento grazie alla “Macchina del Tempo

Apache – Come substrato del Cloud viene utilizzato il webserver Apache

Exim – La posta viene gestita da un server di posta elettronica standard Exim; il livello di proxy rende completamente fault tolerant la piattaforma

MySQL – I Database sono gestiti da MySQL Server, che sono bilanciati perassicurarene l’accesso, indipendetemente dal server che lo ospita

PHP – Eseguito nel proprio ambiente chroot in modo non avere mai più problemi di autorizzazioni o preoccupazioni da altri utenti del sistema nell’accesso ai dati

Come vengono tariffate e monitorare le risorse aggiuntive

In tutti i casi la tariffazione del servizio è mensile. Questo significa che una volta che il proprio sito inizia a consumare più risorse del previsto, queste vengono fatturate direttamente su base mensile, come unità FCU aggiuntive. Il cliente ha la possibilità di monitorare in tempo reale le risorse consumate, tramite i grafici del pannello di controllo, e visualizzare il numero di FCU aggiuntive che vengono utilizzate nel sistema.

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *