Gli articoli tradotti si posizionano su Google?

Capita che non sapendo bene cosa scrivere, oppure trovandosi alla ricerca di argomenti da trattare per il proprio blog, si finisca davanti a pagine interessanti su siti web esteri, spesso – ma non necessariamente – in lingua inglese.

gli articoli tradotti funzionano

gli articoli tradotti funzionano?

Quando capita, ti trovi di fronte a un grosso dubbio: prendere solamente spunto dall’articolo e riscriverlo in italiano, magari ampliandolo o modificandolo in base alle opportunità, oppure tradurlo e pubblicarlo direttamente nel tuo sito web? Ecco, se la prima soluzione sembra essere quella più etica, non è detto che la seconda sia scorretta, perché tutto dipende da come si fanno le cose e non solo dalle idee preconcette che ci siamo fatti su queste. Proviamo a guardare dentro alle diverse opzioni.

 

Prendere spunto e riscrivere l’articolo

Personalmente credo sia una buona strada da seguire, sicuramente più costosa in termini di tempo, ma può valerne la pena. Ora tieni presente che c’è modo e modo di riscrivere un articolo che in origine è stato pubblicato in lingua inglese e occorre fare attenzione, perché la via “etica” può farti rischiare di perdere rilevanza sulla chiave centrale. Il grosso rischio è infatti scrivere una roba completamente diversa da quella trovata in rete, affidandosi interamente alla propria percezione del tema da trattare. Io stesso ho commesso questa ingenuità più volte e spesso con risultati pessimi. Non puoi basarti unicamente sulla tua sensibilità e/o su quello che conosci personalmente di un certo argomento, perché il risultato potrebbe non contenere i topic utili a fare la rilevanza per la pagina rispetto all’ambito di ricerca. Insomma, potresti non rispondere alle domande e alle intenzioni di ricerca delle persone che vorresti raggiungere.

Riscrivere l’articolo va bene, ma se l’articolo è ben posizionato (su Google.it) DEVI tenere conto dei singoli topic trattati e tenerli nel tuo articolo. Allungare il brodo può andar bene oppure no, così come accorciarlo. Se a Google piace quell’articolo, una buona mossa a livello iniziale è riscriverlo basandosi sull’esistente, senza eccedere nelle modifiche. A partire da qui – e a questo punto – potresti ragionare sull’idea di tradurlo. Ma funziona?

 

Tradurre l’articolo, cosa si rischia?

La traduzione in italiano di un articolo non è una pratica penalizzante di per sé, ma lo può diventare se la traduzione dà vita a un mostro linguistico, sgrammaticato e incomprensibile. È del tutto normale arrivare a traduzioni assurde quando un contenuto presenta molte proposizioni subordinate con punteggiatura inadeguata. I traduttori automatici ormai non lavorano sui singoli termini, ma appunto sulle proposizioni, dunque quando queste sono sballate, la traduzione non può essere corretta.

In questo senso i guai capitano quando pensi di cavartela semplicemente pubblicando una traduzione così come è venuta fuori dal traduttore, anche da quello di Google, che per carità è ottimo, ma non fa i miracoli.

Dunque il traduttore va bene, anzi benissimo, ma rimane indispensabile editare il testo tradotto prima di pubblicarlo, pena la possibile penalizzazione o in alternativa una figuraccia verso il tuo pubblico, cosa che a certe condizioni può essere decisamente peggio di una penalizzazione.

 

Conclusioni

So a cosa stai pensando, Google news, ma anche Google web search sono pieni di articoli tradotti automaticamente che fanno letteralmente venire il mal di testa, tuttavia si posizionano bene lo stesso. Intanto c’è da dire che prima o poi Google se ne accorge, poi che – almeno per quanto riguarda il motore web search – le traduzioni sgrammaticate non funzionano sulle serp competitive, quindi non pensarci nemmeno perché non ha senso. Quelli che ti capita di trovare su Google sono tentativi di automatizzare processi, portati avanti dai “colleghi” più smaliziati per due motivi principali:

  1. studio della risposta dei motori di ricerca
  2. spremere qualche soldo con le pubblicità

Ti lascio invece con uno spunto che vuole essere il vero messaggio di questo articolo: se un articolo in inglese si posiziona già bene su Google.it, allora lo stesso articolo tradotto (bene) può fare ancora meglio.

Spunto due (per smanettoni della keyword research): che succederebbe se cominciassimo a tradurre e pubblicare articoli scritti in francese, tedesco o spagnolo? Come risponderebbe Google.it? Le intenzioni di ricerca cambiano sui diversi motori localizzati per Paesi diversi? E quanto cambiano?

Queste per me sono buone domande.

🙂

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