Link building e digital PR con Stefano Schirru

Stefano Schirru

Oggi parliamo di backlink, un argomento che mi fa alzare un po’ i peli sulle braccia, ma solo quando penso a quelle pratiche di acquisizione che rientrano nei circuiti della link building più mercenaria e miope. C’è invece un mondo fatto di attenzione, metodo, analisi e intelligenza dietro alle pratiche virtuose che possiamo definire “posizionamento organico”. Ce ne parla Stefano Schirru, autore di un fortunato libro uscito per Maggioli.

 

Ciao Stefano, che fai di bello ultimamente?

Ciao Francesco, per prima cosa ringrazio te e gli amici di Flamenetworks per lo spazio che mi state dedicando. Questo che volge al termine è stato un anno molto intenso. Un anno caratterizzato da questa maledetta Pandemia che ha stravolto le nostre vite. Quindi direi che ultimamente mi sono concentrato su 2 cose in particolare: le mie figlie, che ho cercato di proteggere da tutto quello che questa situazione ha comportato, e la crescita della mia agenzia (TiLinko) che nonostante tutto chiuderà l’anno con un fatturato in decisa crescita rispetto al 2019. E poi c’è stata l’uscita del libro, e i nuovi progetti in fase di lancio per il 2021… insomma direi proprio che non ci si annoia in questo periodo!

 

È uscito il libro nuovo per Maggioli. Ti va di raccontarcene i Focus?

Ringrazio davvero moltissimo Maggioli per il supporto e Gaetano Romeo per aver voluto il mio contributo nella collana “Digital Generation”. Quello che ho cercato di fare è stato dare la mia visione delle cose. Mi occupo di link building dal 2007 e ho avuto il piacere e la fortuna di lavorare su centinaia di progetti (anzi forse sarebbe più corretto dire migliaia…) in tutti i principali settori di riferimento.

[adrotate banner=”1″]

Nel libro ho voluto ripercorre quella che è stata la link building del passato ma, soprattutto, come andrebbe fatta oggi guardando al futuro. Io vedo la link building e le digital pr sempre più come una cosa sola. Comunicare bene, cercando di dare valore e usare il link come reale approfondimento. Il tutto organizzando il lavoro e pianificandolo nei minimi dettagli. I risultati che si possono ottenere sono davvero importanti.

 

Senti, ma la storia che i link da siti con IP vicini non vanno bene, è vera?

Ni… nel senso che se da un lato è buona norma evitare un eccesso di link con gli stessi ip dall’altro non bisogna farsene una malattia. Come sempre vince il buon senso. Il mio sito riceve link da 10 domini tutti con lo stesso ip? Ok, la cosa potrebbe essere un problema. Il mio sito riceve link da 1000 domini, di cui 20 condividono ip uguali? Non ci vedo alcun problema. Per esperienza ti dico che un sito con un profilo link strutturato non ha alcun problema a ricevere qualche link da domini con ip uguale. Come al solito quello che fa la differenza è l’insieme delle cose, non la singola azione.

 

Per alcuni, Link building e Digital PR sono discipline in antitesi. Qual è la tua opinione?

Come ho già detto penso esattamente il contrario… a breve diventeranno (e forse già lo sono) una cosa sola. Se ci pensi è molto semplice. Prendo il meglio delle 2 attività e lo metto insieme. Curo il contenuto in modo da valorizzare il brand e dare informazioni utili e interessanti al mio target di possibili clienti, e ci metto il link al mio sito web. In questo modo ho un link da un contenuto di valore e ho contribuito a far crescere la consapevolezza del mio brand.

 

Mi arrivano continuamente liste di siti web da cui comprare backlink. Ma ha senso usarle?

Anche in questo caso dipende… Qui entrano in gioco mille variabili. Spesso queste liste che girano sono pessime e in questo caso direi di fare molta attenzione. Questo non vuol dire che oggi quei link non funzionino… magari funzionano pure. Ma nel futuro? Noi come agenzia abbiamo optato per un approccio diverso che punti più sulla qualità e su una metodologia di lavoro che porti risultati anche sul lungo periodo. Personalmente vedo la link building come un “investimento”. Il consiglio che do sempre, spesso contro i miei interessi aziendali, è di non fare attività di link building e/o digital pr se non c’è il budget necessario per farlo come si deve. Piuttosto che fare un lavoro fatto male perché “si vuole investire troppo poco” molto meglio spendere quei soldi in advertising.

 

In definitiva, un link buono è per forza un link “comprato”?

Assolutamente no. In alcuni casi (sempre meno a dire la verità) è ancora possibile ottenere link in maniera “spontanea”. Tuttavia ci sono alcune problematiche: è sempre più difficile (perché le testate, i siti web, le agenzie di stampa, ecc. ormai vivono di questo e non hanno molto interesse a dare visibilità gratis), e non è programmabile. Ma attenzione a non fare l’errore di cadere nella trappola del “link comprato”. Perché con l’approccio di cui ti parlavo prima, possiamo dire che pago per avere “spazio” o “visibilità” per il mio brand. Il link che ci vado a mettere, come reale approfondimento e senza utilizzare ancore a chiave esatta (che fanno tanto “old style”), è una conseguenza quasi naturale della cosa. Ovviamente questa è solo la mia modesta visione delle cose. Il bello di questo lavoro è che, spesso, si possono raggiungere gli stessi traguardi anche con percorsi differenti. Ognuno sceglie quello che gli è più congeniale. Io, dopo tanti anni, ho trovato in questa metodologia di lavoro una soluzione davvero efficace, che funziona e permette di ottenere risultati eccellenti in maniera etica e duratura. Quindi me la tengo stretta 😀 !

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.