Perché non devi più scrivere sul tuo blog

Sviluppare un buon piano editoriale sul tuo blog personale è un’ottima cosa perché ti permette di posizionarti per molti ambiti di ricerca su Google e farti raggiungere da potenziali clienti e partners. Ma se sei un professionista e vuoi farti conoscere, devi sapere che esistono canali diversi e importanti per allargare la portata del tuo brand personale e farti trovare dalle persone che cerchi di raggiungere. Anzi, direi per farti “scoprire”.

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Smetti di scrivere sul tuo blog

Se il titolo di questo articolo ti sembra provocatorio, sappi che certamente lo è, ma solo in parte. Uno dei rischi del curare il proprio personal brand nel tempo è che si finisce col ripetere sempre le stesse mosse. Ma se fai sempre le stesse cose…

 

Ottieni sempre gli stessi risultati

Pubblicare un nuovo articolo sul blog, condividere qualcosa sui gruppi, taggare i colleghi su Instagram e se sei “fiko” aggiungere un nuovo video sul tuo canale YouTube. Tutto molto bello e per altro come diciamo sempre, certi meccanismi di ripetizione sono alla base di un processo solido di personal branding. Ma in tutto questo c’è un problema evidente che non vorrei passasse in secondo piano: ti stai muovendo sempre sulle stesse piazze, facendo bene o male sempre le stesse cose e soprattutto intercettando sempre le stesse persone.

Credimi, ho lo stesso problema. A volte penso di essere sufficientemente conosciuto nel mio mercato di riferimento, perché mi guardo intorno e mi sembra che tutti sappiano chi sono e cosa faccio, ma questa è solo una mia illusione, perché quando mi ritrovo “ospitato” su altri canali, vengo a contatto con una marea di persone nuove che non hanno la minima idea di chi io sia.

 

Le piazze nuove

In base a quest’osservazione saremmo tutti vittime di un brutto bias cognitivo che ci lascia credere di essere sufficientemente “entrati” nel nostro ambito business di riferimento, quando in realtà siamo visibili solo nel microcosmo che ci siamo costruiti nel tempo, al di fuori del quale siamo dei perfetti sconosciuti. E questo microcosmo è sempre più “micro” che “cosmo”.

Uscire da questo impasse è semplice, ma richiede un cambio di prospettiva e una buona capacità di adattamento alle novità, perché devi uscire dagli schemi ripetitivi che (per carità) vanno benissimo, ma che ti rendono visibile sempre alle stesse persone.

Dunque, una volta che hai messo “un piede dentro la porta”, vale a dire quando hai costruito una base di visibilità pur piccola, ma solida, il passaggio successivo è uscire dai tuoi canali ed entrare in quelli degli altri, come un maledetto virus. Ultimamente ho fatto un po’ di webinar su canali di altre aziende molto importanti nel digital, scoprendo l’amara verità – da cui il post che stai leggendo – che sono molto molto meno conosciuto di quanto pensassi. È chiaro che nel mondo SEO si sa chi sono, ma il mondo SEO è solo una piccola parte del mondo digital, mentre lo sterminato mondo delle piccole e medie imprese a cui mi rivolgo, conosce solo in minima parte il mondo digital con i professionisti e le professioni diverse al suo interno.

 

Conclusioni

Semplificando, per quanto tu sia conosciuto nel tuo ambito di riferimento, l’imprenditore medio a cui ti rivolgi non ha idea di chi tu sia nel 99% dei casi. Fatta salva questa consapevolezza, devi addomesticare il tuo ego, fargli una carezza e metterlo da parte, perché è arrivato il momento di farti conoscere al di là del tuo seminato.

Cerca aziende di grandi dimensioni che offrono servizi ai tuoi clienti potenziali, ma che non sono tuoi concorrenti diretti ed entraci in contatto. Una menzione da loro, magari un bel webinar, puoi aprirti tante porte e far apprezzare la tua professionalità da persone che altrimenti non sarebbero venute facilmente a sapere che esisti.

Un giorno ci accorgeremo che le aziende importanti non cercano i fornitori su Google.

Ecco.

 

 

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