Aumentare il tempo di permanenza in pagina (leggi fino alla fine)

In questo articolo ti spiego come preparare contenuti con caratteristiche tali da essere valutati positivamente rispetto ai parametri di permanenza in pagina, che Google può tenere nel novero dei fattori di ranking.

tempo di permanenza in pagina

tempo di permanenza in pagina


 

Premessa: il contenuto che stai per leggere è frutto di valutazioni empiriche. Ho seguito l’andamento di decine di pagine web con caratteristiche diverse rispetto alla composizione del testo e degli altri elementi caratterizzanti della pagina, notando che in alcuni casi a parità di informazione trasmessa, il modulo comunicativo può fare una grande differenza rispetto alla fruibilità del contenuto. Tale differente fruibilità può essere presa in considerazione dai motori di ricerca per determinare una maggiore o una minore rilevanza del contenuto rispetto alla parola chiave.

 

Quanto tempo serve a leggere l’articolo

Se usi wordpress sai bene che esistono plugin come Reading time WP, che una volta installati mostrano agli utenti del tuo blog il tempo medio stimato per la lettura di ciascun articolo. La stima viene elaborata principalmente attraverso il conteggio di caratteri e parole presenti in pagina. Se ad esempio il tuo articolo contiene 300 parole, il software stima che per la lettura occorreranno 2 minuti.

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Personalmente ritengo davvero utile questo genere di indicazione soprattutto per le letture estemporanee, dal momento che il tempo a disposizione per leggere gli articoli che mi ritrovo sotto al naso navigando su facebook è sempre poco.

A un certo punto mi sono domandato se Google non faccia (tra l’altro) stime simili per capire quanto un articolo sia realmente interessante. Insomma, se Google è il miglior motore di ricerca al mondo, deve anche mostrare i migliori risultati e spesso, per lo meno in base all’argomento, questi coincidono con le pagine che vengono fruite nella loro interezza per il tempo che serve.

Il fatto che un utente rimanga 6 minuti su una pagina web quasi priva di testo non significa che quel contenuto sia utile, anzi, magari è talmente difficile da fruire che le persone ci rimangono incollate sopra nel disperato tentativo di capirci qualcosa, ma quello non è un contenuto di qualità e Google deve potersene accorgere in qualche modo.

 

La lunghezza del testo

Perché non valutare la lunghezza del testo come segnale che indichi il livello di attenzione degli utenti? Non la lunghezza presa da sola, ma in funzione del tempo di permanenza in pagina. Significa che se hai buttato giù il classico spiegone di 30.000 battute e gli utenti tendono ad andar via in meno di un minuto, può darsi che il contenuto non risponda correttamente alle reali intenzioni di ricerca degli utenti e di questo Google potrebbe tener conto in sede di assegnazione del ranking.

Quindi sì, un testo lungo potrebbe essere penalizzante, soprattutto in un mondo che va sempre più di fretta, popolato da persone sempre meno disposte a “regalarti” il loro tempo. Sarebbe allora meglio lavorare a più testi brevi? Se occorre sì, ma non per questo sarà il caso di schiacciare tutto sulle 300 parole, perché se è vero che Google può premiare la coerenza tra quantità di testo e tempo permanenza, tale premio sarà tanto più grande quanto più un testo molto lungo riuscirà a tenere incollate le persone allo schermo.

 

Come portare le persone fino in fondo alla pagina

Questo contenuto di iPhoneItalia è stato visibile in prima pagina su Google per mesi facendo la ricerca per la keyword “apple watch“. Per me in questo caso è assolutamente geniale l’utilizzo che si fa dello storyteling per trascinare i lettori fino alla fine della pagina e successivamente a commentare e condividere l’articolo. L’articolo è sviluppato senza la minima attenzione alla SEO fin dal titolo, in cui la chiave compare, ma solo alla fine: “Dopo sole 5 settimane, ho venduto il mio Apple watch – Speciale”.

Non puoi fare a meno di chiederti perché mai abbia deciso di venderlo. Pensi subito che lo abbia trovato pessimo, e invece no, per tutto l’articolo non fa altro che dirti quanto in realtà l’apple watch gli abbia cambiato la vita in positivo facendo crescere sempre di più il desiderio di capire perché accidenti lo abbia venduto, cosa che non ti rivelerò, perché è il segreto del successo di questo modello comunicativo.

Nel corso del racconto, vengono spiegate tutte le funzioni dell’apple watch, così come puoi trovarle in una recensione classica. Le informazioni dunque sono le stesse, ma il modello comunicativo è completamente diverso ed estremamente più efficace.

Provare per credere!

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