I contenuti che fanno male alla SEO

A volte capita di riscontrare che le performance in termini di posizionamento organico di un sito web nei motori di ricerca peggiorano con l’aumentare del volume dei contenuti. Ma non dovrebbe essere il contrario? Un sito web non dovrebbe appunto migliorare con il tempo via via che vengono prodotte nuove pagine? Purtroppo non è così semplice.

contenuti web

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Oggi parliamo dei contenuti “sbagliati” o meglio potremmo dire potenzialmente dannosi lato SEO, perché possono rendere più difficile l’attribuzione di senso, il famoso incasellamento operato da Google, di cui parlavo qualche tempo fa.

 

La rassegna stampa

Ne ho già scritto tempo fa. Il fatto che alla tua società sia capitato di partecipare a un’importante fiera di settore non importa davvero a nessuno se non al titolare dell’azienda stessa e forse ai suoi parenti stretti. Se hai già un sito web fatto di poche pagine e l’incremento di queste riguarda principalmente notizie su cose che non c’entrano direttamente con i prodotti o servizi offerti, forse dovresti fare il punto sul piano editoriale SEO del tuo progetto web e dedicare alle notizie estemporanee un bel post su Linkedin. Tanto basta.

 

Le pagine portfolio

Le pagine dedicate ai singoli clienti sono utilissime perché mostrano agli utenti il modo in cui lavori, ma se nel sito web hai più pagine portfolio che pagine dedicate ai servizi, allora rischi di spostare il focus di attribuzione dal servizio (ad esempio) di realizzazione del sito web, al sito stesso che hai realizzato per la pizzeria “BellaNapoli”, che di per sé può essere fuorviante. Anche di questo ho già parlato a più riprese, suggerendo in molti casi di avere una sola (grossa) pagina portfolio e non una per ciascun lavoro svolto.

 

Le pagine di diario

A meno che il blog non abbia obiettivi particolari e diversi dal posizionamento su Google, ti prego, non scrivere contenuti di getto, ma pianificali facendo keyword e competitor research research. Non cedere alla tentazione di “raccontarmi una storia”, ripeto, a meno che l’obiettivo non sia proprio quello.

 

I commenti e tutti i contenuti di tipo UGC

I commenti di per sé vanno benissimo, anzi, negli ultimi anni se ne fanno sempre di meno perché la conversazione si è molto spostata sui social, ma esistono comunque molti siti web su cui i commenti continuano a fioccare copiosi. Orbene, se il tuo sito è uno di questi, ti suggerisco di gestirli, perché la proliferazione indiscriminata dei commenti può provocare un allontanamento della pagina stessa dal significato per il quale è stata prodotta. Ancora peggio, talvolta capita di vedere le sottopagine dei commenti, raggiungibili mediante link di paginazione, come fossero archivi. 9 volte su 10 abbiamo commenti tutti uguali che potrebbero rientrare in una pagina, quindi potresti tagliarli ed evitare le sottopagine. La mossa più pulita in assoluto è nascondere il link che ne mostra altri dietro un javascript asincrono, quindi aprire un numero maggiore di commenti in modo dinamico, solo se richiesto. E magari tira anche via i link dai nomi dei commentatori, ché non servono.

Molti siti web dedicano tante pagine interne alle recensioni dei prodotti. In linea di massima preferisco i sistemi di recensione esterni, perché si integrano bene sulle pagine dei siti web senza appesantirle. Eviterei infine di tenere forum interni agli shop online. Le community ormai si gestiscono fuori dal tuo sito web in regime di multicanalità.

 

In definitiva (e vale come conclusione) tieni sul sito web quello che vuoi si posizioni.

Valuta di tenere il resto dei contenuti raggiungibile mediante percorsi asincroni, di accorparli o di tenerli proprio fuori dal sito web.

Non ti disunire. 🙂

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