Perché i blog aziendali non funzionano mai

Quando scrivo “Blog Aziendali” mi riferisco ai blog ospitati sui siti web verticali in cui le aziende offrono i propri servizi, ma anche a quelli interni ai siti e-commerce. Ecco, si dice che questi blog tendano a non ottenere buoni risultati proprio in virtù del fatto di essere “interni” ad altri siti web. Ma è vera questa cosa? E se lo è, è vera sempre? Vale a pena ragionarci un momento.

blog aziendale non funziona

il blog aziendale non funziona, perché?

Se mi avessero dato un euro per ogni sito web che ho visto ospitare blog inconcludenti, oggi potrei comprarmi una Fender del Custom Shop. Il primo segnale d’allarme sull’inconsistenza di queste appendici è già nel nome scelto per la voce di menu. Quando leggi “rassegna stampa” sai già che cliccandoci sopra leggerai solo contenuti su cose di cui non potrebbe proprio fregartene di meno… e figurati a Google. Quello che ti ho appena descritto è l’errore più frequente nei siti web aziendali autoreferenziali. Il secondo errore frequente è dedicare il blog aziendale alle “News” quando nella tua azienda non succede un accidenti di niente dall’86, e anche quell’anno lì non è che fosse capitato granché.

 

Rassegna stampa e News

Se l’azienda di cui ti occupi produce farine particolari, il fatto che tu abbia partecipato alla fiera internazionale di Boston dove c’erano i più grandi pizzaioli americani, credimi, non importa. E se negli ultimi anni hai inanellato la presenza a decine di fiere – e a ciascuna hai dedicato una pagina interna del tuo blog – l’effetto sul tuo posizionamento organico sarà controproducente nella misura in cui i tuoi contenuti business, quelli per cui intendi posizionarti, si trovino ad essere in quantità minore rispetto alle notizie su fiere ed eventi. In questi casi vedi i posizionamenti peggiorare via via che quella robaccia cresce volumetricamente sul tuo sito web. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Poi ci sono i blog interni dedicati alle news: ma quali news vuoi che ci siano per un’azienda che vende farine? Quante varietà diverse vuoi tirare fuori? Hai aperto un nuovo punto vendita? C’è nuovo accordo coi distributori? E a me che devo comprare farina, cosa importa di tutto ciò?

 

Struttura del blog interno

Al netto delle scelte citate sopra, un grosso problema di questi blog è nella scelta delle tassonomie. Proprio qualche giorno fa mi sono trovato davanti un blog interno a uno shop online di elettronica di consumo. Il blog aveva 17 articoli e 32 archivi distribuiti tra categorie, tag e archivi per data. In media c’erano de archivi per ogni articolo pubblicato. Invertendo i numeri gli archivi sarebbero comunque stati troppi. In questi casi ci saranno problemi di posizionamento anche in presenza di un piano editoriale decente. Per altro, i nomi delle categorie e dei tag si sovrapponevano a quelli scelti per le category dello shop, creando inevitabilmente colli di bottiglia ancora più pericolosi proprio per il posizionamento delle pagine business

Per dirla come va detta, un blog interno privo di accortezze strutturali, ovvero riempito di articoli a caso, può certamente vanificare una buona progettazione SEO del sito web principale. Per questo motivo, se proprio non vuoi affidarti a un professionista per la progettazione e la pianificazione delle attività di content marketing, quantomeno metti al riparo i tuoi posizionamenti ponendo il blog su terzo livello.

 

Del piano editoriale e di altre sciocchezze

Se vuoi sapere come si fa un piano editoriale, basta spesso aprire un blog aziendale a caso e leggere i titoli degli articoli. In molti casi puoi star certo di star osservando il modo sbagliato di sviluppare un piano editoriale. Ho fatto mille volte questo piccolo test, accorgendomi che quasi sempre gli articoli vengono concepiti lì per lì, con titoli che non hanno e non avranno mai nulla a che fare con un’intenzione di ricerca. Ho visto spesso titoli sovrapponibili all’interno di archivi sovrapponibili tra loro e con quelli dei pridotti/servizi. Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, concludendo il più delle volte che il piano editoriale viene sistematicamente saltato a piè pari, affidandosi alle intuizioni estemporanee dello stagista di turno o peggio del titolare convinto di sapere come si fa.

 

Conclusioni (ad onor del vero)

E ad onor del vero occorre dire che in molti casi si vedono siti e-commerce andare benissimo senza avere alcun blog interno. Succede perché sono molto forti sulla SEO e sull’offerta di contenuto, quindi si posizionano bene per le sole query transazionali. Ma se a partire da ciò e a ragion veduta dei risultati scadenti ottenuti coi blog aziendali, diciamo che per questi siti web i blog non servano proprio, stiamo prendendo per buono un lavoro scadente. I blog non aziendali che invece funzionano vengono scelti e premiati da Google perché offrono i contenuti giusti all’interno della struttura giusta, non perché siano svincolati da interessi aziendali legati alla vendita diretta di prodotti o servizi.

Detto in altre parole, non è che i blog aziendali non funzionano perché Google preferisce dare visibilità ad altri tipi di siti web, piuttosto, i blog aziendali non funzionano perché fanno cagare. Se li sviluppi meglio magari funzionano.

Più chiaro di così non riesco a dirlo.

 

2 Comments

  1. Marco Ilardi 10/08/2021
  2. Ivano 10/08/2021

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.