La chiacchiera con Claudio Gagliardini

Claudio-Gagliardini

Claudio, ci mandi una foto con l’espressione più intelligente che puoi?

Claudio Gagliardini è una delle 7 persone più simpatiche del ueb. A parte questo si occupa di Social Media Marketing (SMM), Web Copywriting e Digital PR, con competenze e partnership in ambito Search Engine Marketing (SEM) e Search Engine Optimization (SEO). Ho provato a chiedergli quello che forse non si aspettava…

1) Ciao Claudio, se ti fa piacere, raccontaci lerrore più bello che hai fatto

Nella vita o nel lavoro? Nella vita sbaglio con convinzione e con caparbietà, perché credo che solamente l’errore e i problemi, possano insegnarci la strada verso la saggezza. Nel lavoro cerco di sbagliare il meno possibile, testando sulle mie cose tutto il testabile e restituendo ai mie clienti un percorso che i miei errori hanno reso meno pericoloso e più lineare, senza coinvolgere il loro business.

Ne deriva che, se molti calzolai hanno le scarpe sfondate, nel mio caso potreste vedere alcuni dei miei assets in bilico costante tra la sperimentazione e il disaster recovery, ma questo mi permette di comprendere cosa è meglio per chi si affida alla mia consulenza e ai miei servizi.

Un errore su tutti? Non aver comunicato a dovere il mio ultimo “cambio di casacca”, un paio di anni or sono, cosicché in moltissimi continuano ad associarmi all’azienda in cui facevo consulenza, come se fossi ancora un dipendente (mai stato) o come se addirittura ne fossi un socio. Ne uscirò mai? Ovviamente continuo a collaborare con loro, con reciproca soddisfazione, ma oggi ho un’azienda mia (seidigitale.com) ed è un tantino imbarazzante doverlo spiegare a chi si rivolge a me per qualche lavoro.

2) Linkedin è per il lavoro e Facebook per giocare. Ancora così? E per le aziende?

No, anche se Linkedin si adatta meglio a determinate tipologie di business. Le aziende, a mio avviso, dovrebbero esplorare tutti gli strumenti e capire quali sono più adatti alle loro esigenze e, soprattutto, quali e quanti canali siano in grado di affrontare e gestire.
Facebook, e i social media in generale, non sono affatto “giocattoli” su cui trascorrere il tempo, ma piattaforme di relazione, di interazione e di coinvolgimento. Poco importa se alcuni le utilizzino esclusivamente per “perdere tempo”, perché sempre più, saranno veri e propri strumenti di ricerca, di conoscenza e di gestione dei propri contatti, lavorativi e non.

3) Hai scritto un libro su Google come insieme di strumenti per il marketing online. Allora non è solo un motore di ricerca?

Non credo davvero si possa limitarlo a quella sfera. Chi conosce bene il colosso di Mountain View, sa che da molti anni Google sta diversificando drasticamente il proprio business, con acquisizioni seriali di aziende in numerosi comparti, dalla domotica alla robotica, dall’intelligenza artificiale alle driverless car e molto altro.
Per le aziende, Google ha messo a punto una serie di strumenti, per lo più gratuiti, tra i quali spicca sicuramente Google My Business, che apre le porte ai numerosi mondi di Big G, dalla Search al social G+, da Google Maps all’advertising, da YouTube agli strumenti di analytics.
Utilizzare questa piattaforma, recentemente rinnovata nella grafica e nelle funzionalità, significa sfruttare appieno le potenzialità del motore di ricerca e delle sue molteplici incarnazioni.

4) Come fai a capire in pochi minuti se unazienda comunica in modo efficace verso il proprio pubblico di riferimento?

In rete basta davvero poco. Mi faccio un bel giro sul sito, sui canali sociali e sui risultati di ricerca per il brand e già mi faccio un’idea, ma perfeziono il tutto con ricerche “da utente basic” verso i prodotti e servizi che l’azienda dovrebbe proporre in rete e sui social, accorgendomi quasi sempre che nessuno o pochissimi di questi canali (search compresa) sono presidiati nel modo giusto. Ovviamente utilizzo anche strumenti più evoluti, software di monitoraggio, piattaforme che mi consentono di vedere con gli occhi degli utenti e con quelli di Google, per capire se almeno uno dei due target (sempre più vicini tra loro) sia soddisfatto dall’azienda che sto monitorando.

5) Ci mandi una foto con lespressione più intelligente che puoi?

Mi invitate a nozze… le facce ricolme di intellettuitudine sono la mia specialità!

CREDITS foto in anteprima: Lorenzo Lucca (https://www.facebook.com/lorenzo.lucca.lorenzolofoto)

6) Quali sono le tue figure di riferimento in Italia rispetto al marketing digitale?

Non sono un grande cultore della personalità, quindi faccio davvero fatica a darti dei nomi. Seguo un mare di gente, cercando di ascoltare tutti per farmi una mia idea, senza pregiudizi e senza esaltazioni inutili. Anche a livello internazionale è lo stesso. Leggo molto, in genere tendo ad apprezzare, piuttosto che a criticare, ma davvero faccio fatica a stamparmi nella mente citazioni, regole auree e nomi da celebrare.
Non voglio fare il prezioso o lo snob, sia chiaro, ma dovrei citare moltissimi nomi, per dare un’idea del mio modo di interpretare il settore e di seguire chi ci lavora. Quello che posso dirti è che non mi sembra di poter scorgere nessuna figura che si elevi di molto sopra gli atri o che possa rappresentare un vero punto di riferimento per il marketing digitale italiano. Non so se questo sia un bene, ma per me non è di sicuro un male.

7) Per finire, cosa consiglieresti a un giovane che volesse intraprendere il tuo cammino?

Consiglierei di studiare molto, di capire che parlare di marketing digitale significa riferirsi ad un mare infinito di competenze, di specializzazioni, di professioni non ancora normate, spesso difficili da definire e da perimetrare. Oggi molti di noi fanno poco di tutto, spesso tutto di niente, ma non sarà ancora così per molto tempo, perché il digitale sarà sempre più collegato ad ambiti ipertecnologici in cui serviranno competenze solide e molto specialistiche, oltre che la passione e l’entusiasmo che ha mosso “quelli della prima ondata”, come me.

Leggete, studiate, appassionatevi e scegliete un ambito molto ristretto, all’interno del quale mirare all’eccellenza e all’autorevolezza, scrivendo molto, interagendo con altri professionisti, mettendovi in gioco quotidianamente non alla ricerca di visibilità, ma di credito, di supporto e di collaborazione. Il mondo che verrà non sarà più dei singoli, ma di ristretti nuclei di specialisti che sapranno farsi strada nel proprio settore, non soltanto per le loro competenze, ma ancor più per la loro capacità di relazione e di condivisione.

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