Libero professionista o imprenditore?

Continuiamo a farci domande sulle modalità di affrontare il digital. La settimana scorsa ho trattato le differenze tra libero professionista e lavoratore dipendente, dunque oggi mi tocca parlare di quella tra libero professionista e imprenditore.

Libero professionista o imprenditore?

Qui la differenza si fa ancora più importante, perché al di là dei punti forti e deboli che ci possono essere dall’una o dall’altra parte, un libero professionista e un imprenditore, pur operando nello stesso settore non giocano partite diverse, fanno proprio sport diversi.

Prima di tutto, un po’ di chiarezza

Su Linkedin è pieno di CEO che alla prova dei fatti sono poco più che allegri signori scappati di casa in una primavera spesso neanche troppo lontana.

Il fatto di avere una società non ti rende imprenditore. Ad esempio, io sono l’amministratore di una SRL (Seogarden), ma a lavorarci siamo in due e siamo del tutto operativi. Sulla carta sono dunque un imprenditore, ma nei fatti sono un semplice consulente che avendo visto aumentare nel tempo il proprio parco (e la qualità dei) clienti, ha preferito porsi sul mercato con assetto societario. Del resto i miei interlocutori e anche i miei concorrenti hanno quasi tutti la stessa forma fiscale, quindi mi sembrava giusto essere della partita.

Come riconoscere un imprenditore

Gli imprenditori si occupano principalmente di far crescere la propria azienda. Mi dirai che anche un libero professionista punta a quest’obiettivo, ma quest’ultimo sarà per forza di cose limitato dalla propria fisicità e dal proprio tempo a disposizione. L’imprenditore d’altro canto si pone obiettivi più grandi, assumendosi il famoso rischio di impresa, vale a dire il pericolo che l’investimento fatto per raggiungere gli obiettivi fissati, non generi in tempo utile un fatturato tale da coprire i costi vivi, gli stipendi, le imposte.

Un metodo abbastanza poco fallibile per capire se sei un imprenditore oppure no è proprio nella valutazione del rischio d’impresa. Può essere più o meno alto, ma se manca del tutto, va da sé che non sei un imprenditore. Avrò pure semplificato, ma penso che ci sta.

Dunque, per farla breve, l’imprenditore investe in forza lavoro, attrezzature hardware/software, pubblicità, con l’obiettivo di far crescere il fatturato come non sarebbe possibile altrimenti. I PRO dell’essere un imprenditore è che puoi permetterti di ammalarti, i CONTRO stanno tutti nel rischio di impresa, perché in qualunque momento può capitare una contrazione del tuo mercato, oppure può venire meno una risorsa importante nel tuo organico e mandarti in affanno. A quel punto devi essere reattivo e inventarti qualcosa, perché più sei in alto e più lontano si sentirà il tonfo quando cadi.

Non a caso, degli imprenditori si dice che sono quelli capaci di buttarsi da una rupe e costruire un deltaplano prima di sfracellarsi al suolo. Ecco, talvolta rende l’idea.

A ciascuno il suo

Il libero professionista è una personaccia come me, spesso inutilmente stressata, che annaspa lavorando come un pazzo perché sa fare solo quello. È il bruco, che qualche volta diventa farfalla e qualche altra no.

Oh, però con questo non voglio dire che l’imprenditore sia l’evoluzione del libero professionista, perché secondo me imprenditori si nasce. E nemmeno voglio dire che l’imprenditore sia meglio del professionista in senso assoluto. È questione di mentalità. Se hai un carattere più accentratore, se ti piace sporcarti le mani e stare in prima linea, allora è più probabile che farai il professionista, altrimenti, se hai visione, se sai demandare e se hai abbastanza coraggio, potresti intraprendere la via dell’imprenditore.

Sì, forse gli imprenditori sono meglio. 🙂

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