Neurocopywriting, approccio scientifico con Marco La Rosa

Marco La Rosa

Marco La Rosa

Marco La Rosa è un divulgatore nel campo delle neuroscienze. Si occupa principalmente di SEO e SEM per clienti italiani ed esteri ed è autore del libro intitolato “Neurocopywriting” edito da Hoepli nel 2021.

Ho avuto il piacere di porgli alcune domande sul suo lavoro e su quest’ultimo libro. Oggi sono felice di presentarvi le sue risposte:

 

Ciao Marco, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Oltre a workshop e conferenze di divulgazione delle neuroscienze applicate ai vari aspetti della comunicazione, mi occupo principalmente di SEO e SEM, localizzazioni di pagine e siti web per l’Italia per la clientela estera, comunicazione digitale, formazione aziendale sul digitale e (saltuariamente) web design. Nel tempo libero gestisco il mio blog: neurowebcopywriting.com

 

Come hai scelto di strutturare il tuo libro sul Neurocopywriting?

Una parte generale riassume brevemente le scoperte delle neuroscienze sul cervello e le loro ricadute sulla comunicazione, per poi approfondirne le implicazioni sulle modalità che utilizziamo per attirare l’attenzione e creare coinvolgimento, sia online che offline.

Segue una parte speciale dove vengono esposte le applicazioni delle neuroscienze a settori specifici, dal mondo del food allo storytelling al public speaking e al web design.

Lo scopo del libro è quello di fornire uno strumento utile per migliorare la comunicazione alla platea di lettori il più grande possibile, dagli insegnati ai digital copywriter e a chi deve utilizzare la comunicazione nel lavoro di ogni giorno.

 

Cosa rende un testo davvero efficace?

Creare e fornire il contenuto corretto per un target specifico al momento giusto, intercettandone umori, paure, bisogni e necessità.

 

Quali sono gli errori che noti più spesso nel copy?

Un eccesso di creatività, di ricerca della frasetta con effetto, della vecchia teoria del proiettile magico che dovrebbe spaccare tutto e tutti. Oggi i lettori non hanno molto tempo e sono smaliziati, un buon copy cerca di immedesimarsi nei lettori e di giocare pulito, senza ricorrere ad artifici persuasivi di dubbia efficacia. Credo che persuada di più di un discorso chiaro ed onesto che tenga conto dei bisogni e delle effettive emozioni di coloro a cui è rivolto rispetto all’artifizio retorico e ai tentativi maldestri di fare clic su inesistenti pulsanti dell’acquisto.

 

Puoi farci almeno un esempio di copywriting (davvero) persuasivo?

La campagna di Mama Chat per la salute mentale della geniale Ella Marciello che fa le leva sulle bugie con cui mascheriamo agli altri e a noi stessi il nostro stato di disagio emotivo e psichico, svelandole e spingendoci ad accettare aiuto e sostegno; Il marchio “Signorvino”, che individua in un clic quello che spesso si cerca, per l’appunto un signor vino da regalare o da degustare con gli amici.

 

Ci lasci qualche risorsa per rimanere aggiornati sul tema?

Il mio blog https://www.neurowebcopywriting.com contiene numerosi post di approfondimento con rinvii agli articoli scientifici che espongono i test e le scoperte su cui si basano.  Risorse specifiche sul neuromarketing e le sue applicazioni si trovano nelle opere di Mariano Diotto, Vincenzo Russo, Fabio Babiloni, Francesco Gallucci, i nomi del Neuromarketing italiano.

One Response

  1. Alessio 04/11/2022

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.