Perché devi fare video: la parola allo Psicologo

Luca Mazzucchelli

Luca Mazzucchelli

 

Luca Mazzucchelli è un noto psicologo Milanese, salito alla ribalta per il suo approccio alla comunicazione attraverso il web, nello specifico rispetto all’utilizzo dei video. Eppure la sua storia di successo è (parole sue) il frutto di disperazione e passione. Vediamo insieme perché…

 

Ciao Luca, ti va di raccontarci qualcosa su di te e sul tuo lavoro?

Volentieri Francesco, sono felice di potermi aprire a te e al tuo pubblico!

 

L’immagine che tutti hanno dello psicologo è quella di un uomo con gli occhiali, un taccuino in mano, seduto su una poltrona di pelle davanti a un lettino. Tu invece hai deciso di uscire dallo studio e sfruttare le potenzialità dei video on line, come sei arrivato a questa decisione?

Disperazione e passione: da questo mix è nata una spinta che mi ha permesso di compiere il primo piccolo ma fondamentale passo che mi ha portato ad abbandonare le abitudini e routine classiche per cercare di re-inventarmi in maniera diversa e più “sostenibile”. 

Più nello specifico direi che la disperazione è stata dettata dal prendere atto della mia impotenza ad entrare in un mondo lavorativo che sembrava ad appannaggio di pochi (e sempre gli stessi), ma anche e soprattutto dal percepirmi senza alcun potere contrattuale nelle relazioni di lavoro che vivevo: ero uno dei tanti, e in quanto tale purtroppo considerato di scarso valore.

Realizzare questo concetto e viverlo sulla mia pelle mi ha acceso dentro una spinta nuova che mi ha fatto provare a coniugare le mie due grandi passioni: psicologia e nuove tecnologie. Così è nato il canale YouTube Parliamo di Psicologia, che è stato il primo di una serie di progetti innovativi che ho portato avanti nel mio ambito e che mi hanno permesso di coronare molti più sogni di quanti avrei voluto.

 

Nel tuo libro “Video marketing. Aumenta popolarità e clienti con i video online”, racconti la tua storia e di come sei arrivato a fare migliaia di visualizzazioni, ma quali sono stati gli errori più belli che hai commesso e che ti hanno fatto crescere in questo settore.

Il primo e più grande errore è stato quello di non volerne commettere. Viviamo in una realtà per la quale chi sbaglia viene messo subito alla berlina e in questo modo non c’è tolleranza per le sperimentazioni. Il problema però è proprio questo: solo sbagliando si impara e per certi versi potremmo dire che l’esperto è colui il quale ha commesso tutti gli errori possibili.

L’altra ingenuità è legata al fatto di parlare sempre e troppo di me, dei miei eventi, delle mie idee, dei miei libri… sul web devi partire parlando di ciò che interessa al tuo target, e il narcisismo – soprattutto in una prima fase – è meglio metterlo da parte.

Oggi vedo molti utenti approcciarsi al video-marketing con l’illusione che sia sufficiente creare uno, due, tre video per avere più clienti. La realtà è ben diversa e occorre adottare una mentalità da maratoneta piuttosto che da centometrista.

Significa che devi pensare a lungo termine, senza sperare nel video viral ma concentrandoti sul dare valore alla tua audience giorno dopo giorno attraverso un palinsesto programmato con grande anticipo.

Sono convinto che l’approccio mentale al marketing sia molto più importante degli aspetti tecnici, benché purtroppo venga spesso sottovalutato. 

Anche per questo ho dedicato un intero capitolo all’interno del mio libro proprio sul corretto “mindset” da coltivare e allenare per avere soddisfazioni in questo ambito. 

 

Come scegli gli argomenti da trattare nei tuoi video e con quale frequenza li pubblichi on line?

La maggior parte li decido in base alle domande della mia fanbase. Ricevo ogni giorno decine di messaggi e richieste di aiuto e queste mi orientano per comprendere quali siano i bisogni in cerca di risposta.

In alcuni casi, invece, parlo semplicemente di quello che piace a me, di ciò che mi stimola e appassiona.

Ad oggi riesco a pubblicare un video-contenuto inedito a settimana sul mio canale YouTube, e ho già pronto il palinsesto da qui ai prossimi 6 mesi.

Sulla fanpage Facebook, invece, ogni giorno cerco di dare qualche piccola anticipazione ed estratto dei video integrali che verranno.

Non dobbiamo in tutto questo dimenticare Snapchat, cui mi sono approcciato da poco ma che mi sta molto catturando: su questa piattaforma ogni giorno chi mi segue (username: sigifreud) può vedere un video riassunto delle mie ultime 24 ore lavorative.

 

Il primo video non si scorda mai, che sensazioni hai provato mentre registravi il tuo? 

Sicuramente molto imbarazzo, è una sensazione normale e per certi versi “sana”.

Esporsi davanti a un pubblico potenzialmente illimitato di utenti è sempre un qualcosa che ci spaventa, ma proprio grazie a questa paura di fare male sono riuscito a dare il mio meglio.

C’è poi l’allenamento, lo studio, la costanza, i feedback degli amici: tutti ingredienti che ti aiutano a crescere e a migliorare la tua presenza sul web.

 

Quali tipologie di aziende dovrebbero sfruttare assolutamente le potenzialità del video marketing? Nel senso, un’agenzia di onoranze funebri riuscirebbe ad avere lo stesso successo di uno psicologo?

Tutte le aziende che possono trarre beneficio da un sito internet, possono farlo anche dai video. 

Io partirei da questa indicazione pratica: fai l’elenco delle 10 domande che più frequentemente i tuoi clienti ti pongono o vorrebbero porti ma non hanno il coraggio di fare. Questi 10 bisogni potrebbero essere i topic principali da affrontare nei tuoi primi 10 video.

Il punto però importante, a mio avviso, è quello legato al timing: questo lavoro va fatto ora.

Io sono stato il primo psicologo a sfruttare a pieno il potenziale dei video e ho avuto vantaggi enormi da questo posizionamento. Iniziare a fare video oggi è forse più accessibile in termini tecnici (dopo tutto con un iphone puoi avere prodotti interessanti) ma la concorrenza è maggiore e distinguersi più complesso (anche se non impossibile, sia chiaro).

Un domani, quando fare video professionale sarà semplice tanto quanto oggi creare un sito web, occorrerà inventarsi qualcosa di nuovo per differenziarsi e vincere la battaglia per l’attenzione che tanto caratterizza il web di oggi.

Il consiglio dello psicologo 2.0? Inizia ORA a fare video 😉

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.