Problema licenze: il CISPE ha presentato un reclamo contro Microsoft

Problema licenze: il CISPE ha presentato un reclamo contro Microsoft

Problema licenze: il CISPE ha presentato un reclamo contro Microsoft

Qualche settimana fa il CISPE, (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe) organizzazione nata nel 2016 che vede l’adesione di venticinque provider attivi e presenti in circa quindici paesi in Europa, ha presentato un reclamo contro Microsoft direttamente alla Commissione Europea perché, la nota casa di Redmond, starebbe gestendo in modo poco leale le licenze software e tutto l’ecosistema cloud europeo.

Cerchiamo di capire la situazione attuale e che cosa sono le licenze software.

Licenze Microsoft: la situazione

A maggio 2022 Microsoft aveva annunciato dei cambiamenti sulle licenze con effetti dall’1 ottobre 2022 e, stando a quanto dichiarato dal CISPE, queste modifiche hanno aggravato la situazione con nuove pratiche sleali.

Così facendo Microsoft sta creando grossi problemi all’ecosistema cloud europeo, privando i clienti europei della possibilità di scelta delle implementazioni cloud.

Ma che cos’è una licenza software?

Una licenza software è una sorta di accordo tra il creatore del software e l’azienda preposta a fornire i servizi cloud.

La licenza ha lo scopo di tutelare i diritti d’autore e proteggere il software come proprietà intellettuale.

Queste licenze concedono alle aziende diritti legalmente vincolanti sul software, inclusa la distribuzione, l’uso e le garanzie.

Prima di utilizzare una licenza, è necessario comprendere i diritti, le limitazioni e le responsabilità dell’utente finale ad essa associati.

Arriviamo al comunicato del CISPE e i dieci principi

Il comunicato spiega che:

“La posizione e i comportamenti attuali di Microsoft stanno danneggiando in modo irreparabile l’ecosistema cloud europeo e privando i clienti europei della possibilità di scelta delle implementazioni cloud. Il CISPE ritiene di non avere altra opzione se non presentare un reclamo formale e sollecitare la Commissione europea ad intervenire”.

I membri del CISPE suggeriscono in pratica di usare dieci semplici principi per gestire al meglio le licenze software in modo da renderle più corrette ed eque.

Questi dieci principi, inseriti poi in un “quadro di controllo”, sono stati ideati e proposti nel 2021 anche grazie alla collaborazione del Cigref, un’associazione francese dei principali client digitali, che vuole garantire che le licenze software di qualunque fornitore dominante non possano essere usate per creare un trattamento preferenziale e per bloccare o discriminare i clienti nei loro ecosistemi cloud.

Questi principi sono stati promossi da molte organizzazioni presenti in Europa tra cui Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Germania e Italia oltre ad Israele.

L’invito del CISPE al controllo della Commissione Europea

Il CISPE si è quindi mosso e ha invitato la Commissione Europea affinché questa avvii un’indagine che vada a controllare il comportamento di Microsoft.

A tal proposito Francisco Mingorance, Segretario Generale del CISPE, ha dichiarato che:

“I membri del CISPE rappresentano le fondamenta autonome e indipendenti della trasformazione e della crescita digitale dell’Europa. Abbiamo presentato questo reclamo di settore al fine di rimediare ai danni subiti dai venditori e dai clienti a causa delle pratiche sleali di concessione di licenze software”.

Il quale ha poi continuato parlando di Microsoft dicendo:

“Microsoft, sfruttando la sua posizione dominante nel settore, limita la scelta e innalza i costi quando i clienti europei cercano di passare al cloud, alterando l’economia digitale dell’Europa. La DG Comp, la Direzione generale della Concorrenza, deve agire rapidamente per aprire un’indagine formale con una dichiarazione di obiezioni contro gli abusi delle licenze software di Microsoft, per difendere il solido ecosistema cloud di cui l’Europa ha bisogno e che merita”.

Conclusioni

Il CISPE spera che la Direzione Generale della Concorrenza, la DG Comp appunto, prenda davvero in seria considerazione il reclamo e intervenga rapidamente con un’azione formale contro Microsoft.

Queste questioni sono fondamentali per la sopravvivenza di un mercato concorrenziale delle infrastrutture cloud in Europa.

Vedremo cosa succederà nel prossimo futuro e vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa questione.

Fonte

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