Valentina Vandilli è consulente LinkedIn B2B e Communication Manager B2B con oltre 20 anni di esperienza. Ha scritto e pubblicato “Vendimi questa vite” nel settembre 2025. Recentemente ho interagito con Valentina e ho pensato di sottoporle alcune domande sul libro e sulla sua attività di consulenza Linkedin.
1) Ciao Valentina, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?
Il mio focus lavorativo è quello di dare la possibilità alle aziende di conoscere il ritorno di investimento delle loro operazioni di marketing su LinkedIn e non solo. Lo faccio attraverso un metodo proprietario che si chiama Linkedin Formula che unisce strategia commerciale, creazione di contenuti B2B di altissima qualità e pubblicità LinkedIn mirata alla lead generation.
2) Come ha strutturato il tuo “Vendimi questa vite” e a chi si rivolge?
Il libro è costruito come una progressione culturale, non un manuale teorico.
Parte dagli errori più comuni della comunicazione B2B, l’ego aziendale, l’autoreferenzialità, la mancanza di emozione, per poi guidare il lettore verso un approccio strategico concreto: conoscere davvero il cliente, costruire contenuti con un obiettivo misurabile, pianificare un calendario editoriale centrato sui tempi di acquisto, usare un linguaggio che parla ai decisori.
Ogni capitolo risponde a una domanda precisa: dove sei adesso, perché stai qui e cosa puoi cambiare.
Si rivolge a tre figure chiave nelle aziende B2B: i CEO che vogliono capire perché la comunicazione non porta risultati, i marketing manager che devono giustificare gli investimenti con numeri reali, e i communication manager che cercano strumenti per costruire una strategia orientata al fatturato e non alla sola visibilità. Il risultato finale dopo averlo letto sarà: farsi le giuste domande per darsi le giuste risposte.
3) Nel libro scrivi che “il 70% delle decisioni B2B si forma prima del commerciale”. Quali sono, nella pratica, i momenti in cui marketing e comunicazione possono davvero influenzare quella decisione senza “fare rumore” inutile?
Quel percorso “silenzioso” si sviluppa nei momenti in cui il potenziale cliente sta ancora definendo il problema, non la soluzione. È lì che la comunicazione ha il massimo impatto: quando pubblica contenuti educativi durante la fase di awareness, quando diffonde casi studio con ROI dimostrabili nella fase di consideration, e quando intercetta segnali concreti, un like su LinkedIn, il download di un documento, un annuncio di ricerca personale, che indicano che l’azienda sta valutando un acquisto.
Il “rumore inutile” nasce quando si pubblica senza una logica legata al timing decisionale del cliente. La regola pratica che propongo nel libro è semplice: costruisci il calendario editoriale intorno ai tempi di budget del tuo settore, non attorno alle stagioni commerciali tue. Se i clienti decidono il fornitore in ottobre, i contenuti strategici vanno distribuiti in luglio e agosto.
4) “Comunicare” e “vendere” nel B2B spesso vengono confusi. Qual è l’errore più comune che vedi nelle aziende quando producono contenuti, e qual è il primo segnale che indica che quei contenuti non stanno aiutando il fatturato?
L’errore più comune è confondere la comunicazione con l’autocelebrazione. Le aziende producono contenuti che parlano di sé: premi vinti, anniversari, slogan come “leader del settore” o “soluzioni a 360 gradi”, invece di parlare dei problemi concreti del cliente. È quella che nel libro chiamo la “sindrome del pavone”, cioè si mostra il piumaggio per sembrare autorevoli, ma il cliente non si riconosce nel messaggio e si allontana.
Il primo segnale che qualcosa non funziona è semplice da leggere: quando i contenuti generano visibilità ma non generano conversazioni, richieste di contatto o opportunità commerciali. Se dopo mesi di attività su LinkedIn l’unica cosa che cresce sono i follower e non i lead qualificati, vuol dire che si stanno misurando le cosiddette vanity metrics(impression, like, reach) invece dei KPI che contano davvero: costo per lead qualificato, tasso di conversione da lead a prospect, tempo medio di conversione.
5) Nel libro parli a CEO, marketing manager e communication manager. Se potessi dare una sola indicazione a ciascuno di questi tre ruoli per allineare marketing e vendite, quale sarebbe (una frase per ruolo)?
CEO: smetti di tagliare il marketing nei momenti di difficoltà.
Marketing manager: misura solo ciò che ha un impatto diretto sul fatturato
Communication manager: ogni contenuto che produci deve superare un test: risponde alla domanda “e quindi?” dal punto di vista del cliente?
6) In ultimo, ti va di lasciarci qualche link per restare aggiornati sull’argomento?
Nel mio blog troverete tutti gli aggiornamenti: https://vandilli.it/blog/




