Quando e cosa tagliare via dal tuo blog

Sulla questione dei tagli, cioè su quali pagine rimuovere per far funzionare meglio un sito web, si potrebbe scrivere talmente tanto che sarò inevitabilmente costretto a “tagliare” questo articolo, dandogli appunto un “taglio” che proverà a tener dentro tutto, senza approfondire troppo i singoli casi.

quali pagine tagliare via

quali pagine tagliare via

Al solito, vi scrivo a partire dalla mia esperienza personale e non a partire da cosa sia giusto o sbagliato fare. Vediamo un po’, intanto il primo taglio lo avete letto nel titolo, perché intendo parlare solo di blog, però scusate se è poco. 🙂

 

Notizie? E quali notizie?

Partiamo quindi dalla prima osservazione che riguarda il tipo di blog. Se pubblichi principalmente notizie, allora probabilmente fai più traffico da Google News o da Discover, di quanto tu non ne faccia da Google Web Search. Questa prima osservazione è già opinabile, perché esistono blog come Search Engine Journal che di fatto pubblicano notizie, ma molte di queste possono poi essere ricercate in seguito, quindi fare traffico anche attraverso il canale search. Il primo discrimine è dunque capire se le notizie che pubblichi diventano inutili dopo una settimana o se possano maturare traffico nel tempo. Questo passaggio è fondamentale, perché nel secondo caso dovrai stare molto più attento all’insieme dei contenuti del sito web, mentre nel primo, il fatto che tu vada a rimuovere via via quelli obsoleti è poco rilevante.

 

Guide… et similia

Un problema che trovo anche sui blog affermati è nella stessa umanità dei blogger. Certe volte penso che sarebbe meglio se a scrivere nei blog ci fossero solo intelligenze artificiali. Scrivo così perché anche al blogger più scafato, prima o poi scappa l’articolo modello “pagina di diario”. A me ad esempio capita spessissimo, ma non ci posso fare niente, perché sono appunto un essere umano, bellissimo, ma pur sempre umano. Il problema è che se a un certo punto la tua profonda interiorità finisce col prevalere sul bieco raziocinio, ti ritroverai ad avere un numero di articoli “inutili” per i tuoi lettori, tale da rendere più difficile a Google assegnare valore al tuo sito web per l’ambito di ricerca in cui vorresti posizionarti. E quando il tuo blog in sé perde rilevanza per un certo ambito, allora hai un problema, perché Google non sa più chi sei.

Storicamente mi sono ritrovato a studiare molti blog affetti da questo tipo di amnesia. Spesso trattano temi letterari, ma succede anche su siti web di food blogger, terapisti… e anche di qualche consulente SEO. In questo caso il suggerimento è farsi coraggio e spubblicare le pagine di diario, avendo cura di rimuovere eventuali link interni verso di esse.

 

Archivi tag e archivi per data

Qui mi riferisco a WordPress in particolare. Sicuramente non è un tuo problema, ma a me capita ancora adesso di lavorare su progetti verticali in cui esistono situazioni di cannibalizzazione piena tra pagine, categorie, articoli e tag. Questi ultimi in particolare sono quasi sempre inutili, mal progettati e tali da generare sovrapposizioni problematiche. Lo so, ripediamo questa cosa dal 2006. Lo faremo finché servirà.

C’è poi una cosa che anche molti esperti ignorano. WordPress genera spessissimo i (maledetti) archivi per data. Mi chiedo perché questi archivi, inutili nel 99% dei casi, siano uno standard di WordPress. Possibile che ci si debba sempre accorgere all’improvviso della presenza di questi contenitori?

 

Archivi poveri

Un paragrafo a parte per raccontare un altro problema frequentissimo (e che sicuramente non hai), quello degli archivi per categoria con dentro uno o due articoli. Gli archivi vanno progettati a monte, ma non vanno anche realizzati a monte, altrimenti andrai online con un sito inevitabilmente povero. Parti da una categoria sola e quando hai sviluppato un numero adeguato di articoli su un certo argomento, puoi creare una categoria, sempre a patto che non vada a cannibalizzare un’altra pagina creata in precedenza e magari strategica. Insomma, non remarti contro da solo. Tante volte, soprattutto di questi tempi, è meglio lasciar categorizzare i tuoi articoli a Google.

Pensa semplice. Leggero.

 

 

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