Quattro Chiacchiere con Emanuele Vaccari

Emanuele-Vaccari

Emanuele Vaccari

Emanuele Vaccari è un SEO generoso e attento, ma anche intransigente e caustico quando serve. Dai suoi video traspare tutta l’attenzione nel cogliere le dinamiche evolutive della SEO. Gli abbiamo fatto alcune domande. Ecco le sue risposte.

1)Come si sta evolvendo il mercato della SEO italiana?

Penso che il mercato SEO in Italia stia decisamente migliorando, sopratutto come “qualità” della domanda, anche se i margini di miglioramento rimangano comunque enormi.

Aziende e professionisti sono più incuriositi e tentati dalla SEO, ed è più facile convincerli nell’intraprendere un vero percorso di ottimizzazione, che non sia sbolognare in toto “il posizionamento” ad aziende che probabilmente si limiteranno a puntare qualche link dalla propria PBN.

L’ondata di cultura SEO ha generato coraggio e intraprendenza, che sono le cose che mancano veramente.

Questo grazie a diversi fattori:

  • Persone come Giorgio Taverniti che propongono eventi di portata nazionale sul web marketing, diffondendone la cultura
  • Persone come Riccardo Scandellari che diffonde con equilibrio una cultura del web sana anche sui media tradizionali come la TV;
  • Grandi giornali come il Sole 24 Ore che pubblicano libri SEOcentrici;
  • La bellissima collana di Flaccovio Editore dove si può leggere tanta ottima SEO e web marketing e avvicinarvicisi;
  • La crescita di community “marketta free” come i Fatti di SEO, dove non si cerca solamente di vendere il proprio libro/tool/corso;

Sono tutti fatti molto positivi che aiutano a controbilanciare l’ignoranza che fa sì che la SEO a 99€ al mese venda ancora, che esistano tanti clienti “scottati” che per un po’ si limiteranno a leccarsi le ferite, o che della SEO venga addirittura ignorata l’esistenza.

Sarebbe bellissimo poi se gli operatori SEO iniziassero ad aiutare se stessi, smettendola di diffondere fuffa per riempire il proprio blog, per attirare l’attenzione, che ci fosse un poco di integrità professionale in più e un pizzico di coscienza. 

Ma questa è utopia e me ne rendo conto.

Pochi conoscono il consiglio di Robert Fripp che cito sempre “se quando suoni non sei sicuro su cosa suonare, non farlo. È meglio il silenzio“.

Penso che la community SEO italiana debba sicuramente darsi una mano e superare certi paradigmi, certi atteggiamenti che la frammentano e la rendono più debole, tutto questo per un tozzo di pane.

Deve diventare più simile a quella USA: ne gioveremmo tutti perché c’è posto per tutti.

La SEO, a livello commerciale, è un territorio ancora largamente inesplorato. Lo dicono le SERP stesse!

2) Sei un lettore attento di SEO blog in lingua inglese. È vero che l’America sta più avanti di noi?

Sicuramente è EONI avanti come atteggiamento, come dicevo nel paragrafo precedente, almeno il panorama “white hat” 

Mi fa sempre un po’ schifo tirare fuori questa terminologia, ma se pensiamo alle contrapposte community black hat, a parte fantomatiche loggie massoniche dove si decide come spammare sul webbe, esistono più che altro forum/mercato dove il 90% è cacca fumante per dirla in francese.

Tornando a noi, nelle community USA c’è campanilismo, meno “giammai ti dirò qualcosa nella minima possibilità che poi tu mi faccia concorrenza”, un modo di vivere la professione e la divulgazione veramente diverso e con ben altra partecipazione, ma questo lo avrete già sentito dire tante volte, e ve ne sarete resi conto di prima mano.

Vi propongo un compitino post intervista: guardate i commenti sugli articoli di Moz! Sono sicuro che molti di voi, abituati ai blog italiani, non li leggono neanche solitamente. E non è colpa vostra: su quanti blog vedete una partecipazione del genere in Italia? Quanti “nomi” si mettono in gioco o intervengono se non per autoreferenzialità?

Gli unici a intervenire da noi sono utenti inesperti, o seofiti, che giustamente chiedono chiarimenti (e molte volte vengono ignorati o ottengono come risposta il link ad un corso).

Nei blog USA, non solo su Moz, molte volte ci sono dei veri e propri post nei post sotto forma di commenti, interessantissimi.

Senza paura di dare “visibilità” a qualcuno di un’altra azienda, senza il timore di “sprecare” una buona cartuccia, intervengono esperti per dire la loro, per confrontarsi. Il mio amato Martinez critica e dice cose scomode, appare Kohn e parla della sua esperienza. Fantastico.

Naturalmente esistono anche li quelli che intervengono solo per il proprio tornaconto, ma le proporzioni sono ben diverse.

I personaggi di stampo “italico” che vogliono vendere a tutti i costi sono al 90%  a margine della grande community, fanno “seguaci” ( che parola orribile ) nei loro spazietti. Qui in Italia fanno eventi 100% marketta e vengono pure ringraziati e lodati da altri professionisti della parrocchietta.

Pensate anche ai link nei blog e nei giornali. Qua in Italia c’è il terrore del link al competitor, GIAMMAI! Non sia mai che i miei utenti possano ottenere informazioni da altri! O almeno, altri che non mi abbiano pagato! Che tristezza. 

Naturalmente anche in inglese esiste una quantità ABNORME di fuffa markettara, ma basta cercare e scavare un pochino, anche oltre le community blasonate. 

Ci sono alcuni paradisi, blogghetti ottimi che leggiamo io e il proprietario, alcuni gruppi molto validi su G+ come “Semantic Search Marketing” di Aaron Bradley, e tanto altro che sicuramente conosco ( ad esempio, non conosco gruppi internazionali buoni su FB purtroppo ), 

Spazi che potrebbero essere MOLTO interessanti come Reddit sulla SEO sono piagati da indiani che scrivono come bot ( e si fanno pagare meno ) e agenzie improvvisate alla ricerca di click facili ( e inutili ).

Detto questo, la cosa peggiore di tutte è che sono convinto che in Italia ci sia il potenziale per insegnare qualcosa a tutto il mondo, gente molto più brava di alcuni SEO internazionali blasonatissimi ( anche senza scomodare Altavilla & co. ), ma che da bravi italiani se ne fregano altamente di tutto ciò che non gli farà guadagnare un euro :).

3) Cosa faresti a Michael Martinez se vi trovaste di notte in un vicolo buio e senza telecamere?

Nel mondo reale, anche a discapito della sua somiglianza con Giovanardi, mi avventerei su di lui con gli occhi a cuore e il sorriso a 32 denti di una scolaretta che incontra Justin Bieber.

Conoscendo il personaggio, riceverei un bel colpo d’incontro alla mascella, per poi svegliarmi al pronto soccorso probabilmente senza portafogli ( ero in un vicolo, ricordate? )

Nel mondo della fantasia invece, perché non penso che un tipo come lui mi accetterebbe, dopo avergli stretto energicamente la mano ed essermi presentato lo inviterei a cena.

Gente sul pezzo come lui da ormai 20 anni è merce rara, forse in Italia non esiste neppure.

Gli chiederei un sacco di cose sopratutto sulla sua storia e sulla sua esperienza. Non sprecherei la cena a chiedere di tecniche o altre cose che posso imparare in altri modi: ciò che rende speciale questi personaggi è il bagaglio di esperienza che si portano dietro, le cose sorprendenti che hanno fatto scoccare scintille per idee che li hanno resi grandissimi.

Un po’ come quando mi sedevo con mio nonno ( e l’ho fatto troppo poco, uno dei miei più grandi rimpianti ) e mi facevo raccontare qualche vecchia storia. Anche lui come Martinez parlava poco, ma con un po’ di mestiere ne sentivo delle belle :).

4) Ci faresti una tua personale check list degli elementi che compongono un sito web di qualità?

Andiamo con ordine:

Prima di tutto, contenuti pensati e ottimizzati per il proprio pubblico, estremamente centrati su di esso.
Questo perché nessuno noterà l’ennesimo strato di fuffa generica su Internet.
Il metodo migliore per capire se state facendo tutto nel modo giusto è antico: domandatevi “Sto cercando qualcosa. Se entrassi in questa pagina, come reagirei? L’ho trovata? Lo capisco subito? Che esperienza avrei? Ne uscirei soddisfatto?”

Postille:

Se rincorrete ciecamente le parole chiave, se vi concentrate solo su di esse, se non usate la ricerca di Google prima di produrre contenuti, se vi accontentate di produrre fuffa per avere del traffico sulle vostre pagine business, oppure qualche click a caso sui banner, state sbagliando.

Se siete un sito editoriale e fate un contenuto attorno ad un prodotto per venderlo in affiliazione, state sbagliando.

Se fate compromessi sulla qualità perché dovete “pubblicare X volte” state sbagliando.

Struttura, ordine e navigabilità. Se non strutturate bene il sito, se non avete ben presenti e delineati i percorsi di lettura di bot e umani, farete solo casino. Google perderà tempo, e si incazzerà, lo stesso gli utenti. È un circolo vizioso.
Sono solo al secondo posto, perché se capiti nel sito più navigabile del mondo che non dice nulla, non farai nulla comunque.

Fruibilità su ogni device: se il sito non si legge, non serve a nulla! Lo metto per terzo perché se non c’è niente da leggere o non si riesce ad arrivare a leggerlo, non serve a molto la versione responsiva.

La vostra faccia e la vostra personalità. Che siate una persona o un brand, se il vostro sito non è un catalogo di bulloni per officine ( ma anche li… ) metteteci sempre la faccia, voi stessi. È l’ingrediente segreto del sito web di qualità.
È solo quarto perché effettivamente i siti funzionano anche senza. Ma funzionano peggio, ve lo assicuro.
Rendete chiaro che dietro al sito o al prodotto c’è qualcuno, con le sue idee, con il suo modo di fare. Farete la differenza.

5) Se la tua SEO fosse una canzone, quale sarebbe?

Sarebbe Anima Latina di Lucio Battisti, e non solo per il magnifico, grandioso, sublime inimitabile e immortale capolavoro della musica italiana e internazionale, chiede a David Bowie cosa ne pensa ad esempio, che è stato registrato in studio. Naturalmente non mi permetto di equipararne la bellezza eh!

La canzone però , come la SEO che mi piace fare, è un crescendo dove non c’è una nota fuori posto, dove tutto è curato, energico. Un amalgama di generi in equilibrio, come la moltitudine di approcci che mi piace utilizzare.

Ancora prima, facendo un paio di passi indietro, la canzone ( o il magnifico album, anzi, discografia ) non sarebbe la stessa senza il viaggio di Battisti e Mogol nell’America latina, l’infinita curiosità di chi già era al vertice e poteva semplicemente sedersi e regnare, in Italia, nella musica leggera. La fame di sapere, di ispirazione. Questo appetito è sicuramente un punto in comune con il mio modo di fare SEO. 

Amo il mio lavoro ( e Battisti ) perché anche io sono vorace di conoscere, apprezzare, osservare persone che inventano, studiano, vendono con passione. La SEO mi permette tutto questo, e voglio fare SEO solo con chi mi permette a sua volta di farlo. Non ho interesse nel mettermi a creare contenuti o link come un automa.

L’altro giorno l’ormai leggendario AgoAgo, nei commenti di un post del blog del Tagliaerbe diceva che “i SEO devono scegliersi i clienti, non il contrario”.

Ecco, per me lavorare con qualcuno o su di un progetto che non mette passione in ciò che fa, o che non mi incuriosisce, mi risulta avvilente, vuoto come una canzonetta dell’ultima star da reality, che venderà dei dischi con l’inganno, non con la bellezza. Per lo stesso motivo Battisti ha fatto Anima Latina e non “VUVUVUMIPIACITU”.

La mia SEO sarebbe, anzi, vorrebbe essere Anima Latina perché come Battisti, cerco la bellezza, in senso lato, senza nessun compromesso. La strada è sicuramente ancora lunga!

6) È arrivato il tuo momento. Qual è il tuo messaggio alla nazione?

Andate sempre oltre.

Quando leggete qualsiasi contenuto alla ricerca di conoscenza SEO, che voi stiate leggendo un articolo, un libro, guardando un video, trovate il tempo di andare a fondo, di dubitare, di esplorare con i vostri occhi ( e magari qualche tool) : non fermatevi al primo strato delle cose.

NO! Non ditemi che non avete tempo perché dovete lavorare! 

È il vostro lavoro amici SEO, il vostro dovere!

Anche se non fate SEO, uscite dal Saṃsāra ( si ho fatto copia incolla ) artificiale che ci impone questa società che ci vuole fare ammalare di non vita e fermatevi a capire, guardate dietro al sipario, alzate la testa oltre la routine che vi porta a nascere già morti alla mattina e a morire di vita ogni sera.

Nella SEO e nella vita, tornando a essere consapevoli che c’è sempre qualcosa oltre, vedrete tornare un sorriso che avete dimenticato quando avete iniziato a sentirvi troppo adulti.

Non sono fantasie neo hippie, è un consiglio da amico, dal cuore.

Poi ditemi com’è andata :).

One Response

  1. delizard 11/09/2015

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