Posizionare un e-commerce con pochi prodotti

Ultimamente mi era capitato di tornare su uno studio (scomparso) sul posizionamento dei siti e-commerce, secondo cui le pagine di categoria che mostrano un numero maggiore di prodotti avrebbero una probabilità maggiore di ottenere buoni posizionamenti.

migliorare vendite ecommerce
migliorare vendite ecommerce

Lo studio è scomparso nei meandri dell’internet, ma ho recuperato un case study pertinente secondo cui:

«When I started there, we were displaying 10 listings per category page. When we audited our competitors, we found that they all had minimum 20 listings and some as many as 30.

So we increased the number of listings on category pages across our site to 20 and saw approximately a 10% lift in organic traffic! Then we increased to 25 and saw a further 5% lift in traffic. When we increased to 30 we didn’t see a lift at all, so we kept it at 25 for the sake of page load times».

E avrebbe senso, perché mostrando più prodotti hai un tempo di permanenza maggiore, più possibilità di click in pagina e vai contemporaneamente a ridurre il numero delle sottopagine degli archivi, a tutto vantaggio della scansione che diventa più superficiale.

E se invece ho pochi prodotti in generale?

Bene dunque, ma come la mettiamo con tutti quei siti e-commerce che per loro natura hanno pochissimi prodotti da mostrare in pagina? Si posizionano lo stesso?

Vi faccio un esempio, prendendolo da un post di qualche settimana fa:

«Ecommerce azienda che vende olio (4 tipologie di olio, 14 prodotti in tutto con relativi filtri per ml bottiglia): è più conveniente puntare a posizionare e pagine categoria (es. olio delicato, olio moraiolo, olio biologico… esempi a caso) o le pagine prodotto? La serp sembra premiare una volta uno, una volta l’altro. (sempre per KW transazionali)».

Facciamo una prima distinzione importante: se il tuo shop online vende scarpe da ginnastica di tutte le marche e complessivamente hai solo 50 prodotti, rasségnati, perché a meno che Google non funzioni proprio male male, non hai alcuna possibilità di acquisire rilevanza, a meno di compiere azioni black hat di quelle che dopo un mese Google non vuole nemmeno più sapere che esisti.

Se invece vendi olio, la questione si fa effettivamente più complessa (e interessante), perché da un lato ci saranno concorrenti che vendono alimentari su vasta scala e che quindi avranno molti più prodotti di te, ma d’altro canto in questo caso il posizionamento è comunque possibile, perché Google e gli utenti sanno bene che esistono molte realtà locali che producono pochi prodotti di alta qualità. Queste realtà si occupano dunque di artigianato, che è cosa diversa dalle produzioni industriali. Google ne deve tenere conto, semplicemente perché – e nella misura in cui – gli utenti ne tengono conto.

Se dunque esiste una domanda di prodotti tipici di un certo tipo, Google troverà il modo di dare visibilità alle pagine del tuo sito web, che siano pagine di categoria o una singole schede prodotto. Certo, probabilmente il traffico sarà minore rispetto a quello di chi cerca prodotti consumer e non premium, ma anche questo aspetto dipenderà dalla domanda.

Consigli pratici

Se parliamo di olio o comunque di prodotti tipici, il primo suggerimento è localizzare il sito web meglio possibile, mediante tutte le tecnologie rese disponibili da Google a partire da MyBusiness e dati strutturati. Sarà importante creare un’attribuzione certa e non fraintendibile tra prodotto e area in cui viene realizzato.

Se invece non parliamo di una cosa che si mangia, ma di un altro tipo di prodotto premium che non ha alcun legame con un territorio in particolare, sarà importante lavorare sull’occasione d’uso che dovrà essere specifica. Molto specifica. Se hai pochi prodotti, o magari uno soltanto (capita anche questo) dovrai rispondere a un’esigenza particolare e dovrai farlo meglio degli altri. Occorrerà dunque sviluppare l’autorevolezza del brand e la sua credibilità. A questo livello, il posizionamento nei motori di ricerca dipenderà tantissimo dalle attività di marketing e web marketing che si riuscirà a mettere in campo.

Lato SEO potrai lavorare facendo una buona keyword research e sviluppando un’area con guide interne utili a descrivere le problematiche tipiche del tuo pubblico di riferimento. Per il resto, accertati di avere una buona ottimizzazione di superficie (titoli, testi, etc.) e una buona marcatura semantica.

Possibilmente evita i siti monopagina o onepage site.

Quelli sono il male. 🙂

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.