Scrivi in modo consapevole, altrimenti…

Piero Babudro

Piero Babudro

Piero Babudro scrive e insegna a scrivere. Quella che stai per leggere è una delle interviste più vere e (quindi) scomode mai pubblicate prima sull’internet intiero! Parliamo di quanto il nostro scrivere tenda ad essere una vomitevole espressione di una vita da zombi, di come tendiamo a perdere di vista le persone per correre dietro a fantomatici e fumosi algoritmi di plastica. Cosa nasce dal Thanatos?

 

Ciao Piero, ti va di raccontarci i tuoi focus di questo periodo?

Certo! In questo periodo, oltre alla promozione del mio libro “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole”, ho iniziato l’anno accademico all’Istituto Europeo di Design di Milano. Nei miei corsi tratto l’impatto della tecnologia digitale nei diversi ambiti, dalla cultura alla salute, dalla politica all’arte. Parallelamente, guido gli studenti nella realizzazione di un progetto digitale originale che affronti tematiche riguardanti la quotidianità milanese. In questo momento i ragazzi, divisi in gruppi, stanno lavorando su tre tematiche: lo stress lavoro-correlato, la comunicazione per e con i disabili e il rapporto con il cibo e la salute, affrontando tutte le fasi progettuali e facendosi aiutare da esperti di settore opportunamente contattati. Per quanto riguarda il lavoro in azienda, invece, sto curando la digitalizzazione dei canali di comunicazione di Fabbri 1905, realtà italiana che rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale e storico impareggiabile.

 

Allo SMAU di Milano hai parlato di Copywriting consapevole. Forse che a scrivere sul web ci sono gli zombi?

Ovvio! Ho parlato di Copywriting consapevole perché ci tenevo molto a ricordare che gli zombi siamo tutti noi. Siamo zombi ogni volta che produciamo contenuti anonimi, senza metterci passione. Siamo zombi ogni volta che cediamo alle lusinghe dell’Algoritmo o del clickbaiting. Siamo zombi ogni volta che i nostri contenuti fanno promesse impossibili da mantenere, ogni volta che vengono scritti con secondi fini, o che manca quella genuina trasparenza che deve legare Autore e Lettore. Siamo zombi ogni volta che ripetiamo in coro “Content is King” senza capire che un contenuto, in quanto tale, è per sua natura fonte e non rimedio all’Information overload. Siamo zombi ogni volta che riteniamo che comunicare sia urlare più forte del tuo vicino. Allora, siccome mi piace vivere in un mondo di persone vive e in salute, e non di terrificanti morti viventi della scrittura online, giro l’Italia a praticare esorcismi.

 

La SEO Copywriting è o non è la morte della letteratura?

Figurati, era morta già prima! Ne parlavo ieri allo Smau grazie alla domanda di una donna che ha partecipato al mio workshop. La stessa letteratura è intimamente connessa al tema della Morte. Eros contribuisce a creare la vita, Thanatos la distrugge: è una legge sovrumana, ossia incomprensibile ai sensi degli umani. Ma c’è un’altra morte che spaventa perché uccide due volte: l’asservimento dell’uomo alla macchina. Ottimizzare un testo o una pagina Web per far sì che i motori di ricerca li assimilino in maniera corretta è un conto: quindi porre attenzione a titolo, sottotitolo, paragrafi, nome associato alle immagini, URL, keyword e relativi ambiti semantici. Ridurre la Comunicazione a un processo tecnico e tecnologico per cui tutti i Contenuti prodotti devono essere asserviti alla legge di Google, è altra cosa. Oggi si produce un’infinità di materiale che serve solo a scalare le classifiche di un’ipotetica Torre di Babele digitale. Il tutto per avere un clic o una visualizzazione in più.

 

Per scrivere sul web occorre cercare informazioni fuori o sapersi guardare dentro?

Entrambe le cose. Poi arriva un punto in cui ti rendi conto che non c’è differenza tra esterno e interno. È lì che ti danno la cintura nera di Copywriter. Lì si comincia a scrivere veramente.

 

In un ipotetico “patto” tra autore e lettore, quali sono le condizioni?

Sincerità, trasparenza, nessun atteggiamento paternalistico del tipo: “Io scrivo, dunque ti insegno a leggere”. Fiducia, che è la cosa più difficile da costruire. Come in amore, ci vogliono anni per gettarne le basi e basta una banale distrazione per distruggerla del tutto. Rispetto: Autore e Lettore sono persone, hanno i propri diritti e le proprie aspettative rispetto a un testo. Umiltà: non ci sono regole perfette per scrivere bene, qualsiasi cosa voglia dire. Quindi, mai sentirsi arrivati. C’è sempre tantissimo da imparare ma, soprattutto, per quante verità crediamo di possedere, nessuna di queste è assoluta.

 

Infine, un corso, può insegnarmi a diventare un buon Web Copywriter?

Dipende da molti fattori. Un buon corso, in generale, dovrebbe insegnarti le basi del mestiere e portarti alla soglia della tua curiosità e del tuo sapere, di modo che tu possa sempre essere motivato a colmare le tue lacune, che oggi sono le stesse del tuo docente e, domani, saranno le tue. Il mio consiglio è: seguire diversi corsi, con insegnanti diversi, e poi fare molta pratica. Nell’affrontare questa pratica, meglio evitare stereotipi e luoghi comuni, e piuttosto abituarsi a lavorare in silenzio.

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