Ti interessa una rendita passiva di 2mila euro al mese?

Se ti interessa leggere l’articolo, vai su ChatGPT e digita questo prompt:

Scrivi un articolo di blog che racconta di come un giovane può ottenere una rendita passiva di 2000 euro al mese utilizzando i vari tool di intelligenza artificiale per produrre corsi su argomenti per i quali c’è molta richiesta sulle piattaforme di formazione on demand in Italia. Spiega passo passo, come utilizzare i vari tool per individuare i corsi più richiesti, sviluppare il programma dei corsi, scrivere i testi per i singoli argomenti e produrre i video senza mostrare il proprio volto o usare la propria voce. Suddividi l’articolo in paragrafi e apri ciascuno di essi con un’intestazione H2.

Sì, è una provocazione

L’intento di questo contenuto è chiaramente provocatorio. Il messaggio è che l’AI in questi primi mesi di diffusione globale sta generando (diciamo così), finte aspettative.

rendita passiva
rendita passiva? Sei pronto?

E se ti pare assurda l’idea di usare l’intelligenza artificiale per sviluppare video corsi on demand su argomenti di cui non conosci niente, da rivendere sulle varie piattaforme preposte, per tirare su la “rendita passiva”, sappi che mentre stai leggendo questo articolo, là fuori c’è gente che ci sta provando sul serio.

Ci provano, esattamente come chi fa SEO ha provato la via “furba” ogni volta che ne ha avuto l’opportunità. Anni fa uno di noi scrisse che “Ogni SEO è etico finché non trova il modo di fregare Google“. Ci provano perché è nella natura umana cercare scorciatoie, altrimenti non avremmo inventato la ruota. Solo che così è troppo.

È troppo, perché non si parla più di trovare una scorciatoia, ma proprio di fingersi qualcun altro. Insomma, un conto è trovare un sotterfugio per migliorare il posizionamento su Google, altra cosa è rivendermi nozioni che non hai e che ti sei fatto scrivere da ChatGPT… aspetta un momento, ma che sto dicendo?

Siamo tutti truffatori?

E se le cose non stessero così? In fondo un edicolante non scrive mica i giornali che vende? È forse un truffatore? Allora perché non posso produrre un video corso prendendo informazioni su chatGPT e ricucendole insieme in un pacchetto digitale da 10 sporchissimi euro? Si tratterebbe di “comprare” all’ingrosso e “rivendere” al dettaglio, no?

In effetti compreresti le licenze di (più) tools utili a tirare fuori un prodotto da rivendere, quindi non ci sarebbe niente di male, “tuttavia” chi compra un giornale in edicola, sa bene che i contenuti al suo interno non sono stati prodotti dall’edicolante, mentre se pubblichi un video corso, ti stai fondamentalmente spacciando per un esperto del settore. E se ammettessi che il corso non è farina del tuo sacco, ma è stato prodotto dalla macchina, chi lo comprerebbe mai?

Vedete, questa cosa è grave, perché Queste piattaforme, non vengono usate solo per monetizzare un corso, ma anche come strumento di personal branding per il professionista che vuole farsi conoscere rispetto all’argomento che tratta. Ma se a un certo punto si diffondessero questi corsi a base “artificiale”, finiremmo col non sapere più chi racconta cose che conosce davvero e chi no. Un grosso guaio, perché soprattutto nel digital, si finirebbe con l’affidare lavori a operatori privi di qualunque esperienza, ma bravi a fingersi preparati.

E penso ai problemi segnalati nelle scuole americane, dove sono nate vere e proprie questioni politiche a seguito dell’utilizzo delle tecnologie a intelligenza artificiale per “barare” nei test su tutte le materie.

E penso che siamo solo umani. E che forse in molta parte l’accesso a tutto questo potere, non dovrebbe essere per tutti. Non siamo pronti. Non è questo il modo di risolvere i problemi.

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