Trasferimento Domini .IT

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Trasferimento dominio .IT

Può capitare di dover trasferire il proprio nome a dominio su un altro Provider, non essendo soddisfatti di quello attuale. Ti spiegheremo tutto quello che devi sapere circa i trasferimenti, rispetto alla normativa, sui problemi che possono emergere e sui costi.

Intanto considera che dal 3 Novembre 2014 sono entrati in vigore nuovi regolamenti in materia di domini con estensione .IT.

Dopo il passaggio di qualche tempo fa alla modalità “sincrona” (senza più il fax nel quale si dovevano necessariamnte indicare su carta le generalità del Registrante) il Nic, ovvero l’Authority italiana ente di IIT (un settore del CNR) che regolamenta le assegnazioni (registrazioni, trasferimenti, etc…) dei domini .IT e tutela in caso di dispute, ha stabilito che dalla data sopra indicata, il periodo di trasferimento di un dominio .IT (pending transfer) da un Registrar ad un altro si riduce da 3 giorni solari ad un giorno solare.

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Durante il periodo di pending transfer il “losing Registrar”, ovvero il Provider che “detiene” il dominio, può porre il veto al trasferimento presso il nuovo Registrar nel caso in cui ci sia in atto un provvedimento da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Questo step pone l’Italia “all’avanguardia” in tema di trasferimento domini: le altre estensioni infatti (regolamentate dall’ente ICANN) presentano un periodo di pending transfer decisamente piu lungo, ovvero 5 giorni solari.

Altre novità di rilevo sono:

  • Eliminazione dei campi “name” e “contactID” dal Whois.

Non compariranno i dati sopra citati nel servizio di whois del Nic.

  • Rimozione del vincolo temporale di 30 giorni per i domini .IT in stato “inactive/dnsHold”.

Questo stato, causato da una mancata o erronea configurazione dei server DNS all’atto della richiesta di registrazione di un dominio, comportava fino ad oggi la cancellazione d’ufficio del dominio, una volta decorso il periodo di 30 giorni senza che il Registrante avesse provveduto a correggere l’errore sui server DNS.
Tale vincolo è stato eliminato: il dominio infatti può rimanere nello stato inactive/dnsHold per un periodo indefinito, durante il quale sarà comunque possibile effettuare qualsiasi altra operazione (come ad esempio la modifica del Registrante) e il dominio sarà registrato ma non “attivo”.

Consulta più informazioni su come trasferire un dominio

oppure visita la pagina del nostro sito principale per informazioni sul trasferimento

Che dire…. ottimo passo avanti! 🙂

Come trasferire un dominio .IT

Spesso, chi possiede un dominio può volerlo trasferire verso un nuovo Internet Service Provider (ISP) . La scelta può dipendere dal fatto che non si è soddisfatti dell’assistenza tecnica, il Provider di turno non risponde alle domande tecniche e le performance non sono sufficienti rispetto alle necessità in termini di sicurezza e affidabilità. Capita che si desideri tenere come riferimento un Provider con il quale sono stati registrati altri domini. Tale intenzione non è seguita dal cambio Provider, molti utenti infatti non conoscono le procedure da seguire.

Quali passi dobbiamo seguire per richiedere il cambio di Registrar per un nome a dominio con ccTLD .IT. Quali sono le normative attualmente in vigore e quali problemi possono insorgere nel trasferimento di un nome a dominio?

Procedura di trasferimento

Una volta presa in carico la richiesta dell’utente, il Registrar inserisce il codice AuthInfo nella domanda di trasferimento per procedere con la Modifica Registrar, in base alle norme dettate dal Registro .IT. Ogni domanda viene presa in carico dal sistema di validazione, che svolge tutte le verifiche necessarie prima di concedere il trasferimento effettivo, verificando tra l’altro che il nome a dominio non si trovi in uno di questi stati: pendingTransfer, pendingTransfer/bulk, pendingUpdate, inactive/dnsHold, pendingDelete/pendingDelete, inactive/clientHold, inactive/serverHold, pendingDelete/redemptionPeriod, inactive/revoked, clientTransferProhibited, serverTransferProhibited, inactive/toBeReassigned;

Una volta terminate le verifiche di rito, il dominio viene posto nello stato di pendingTransfer in cui resterà per un giorno solare, periodo entro il quale, il vecchio o il nuovo Provider potranno fermare il trasferimento. Una volta trascorso il tempo di attesa del pendingTransfer, il nome a dominio verrà trasferito automaticamente al nuovo Registrar, a patto che nessuno abbia disapprovato la cosa.

Problemi frequenti nel trasferimento di dominio

Nel giorno in cui il nome a dominio si trova nello stato pendingTransfer, come detto la procedura può essere bloccata sia  dal nuovo che dal vecchio Registrar. La prima condizione è effettivamente molto rara, piuttosto è il vecchio Provider che può disapprovare il trasferimento, spesso per motivi contrattuali.

In effetti il primo Registrar può accettare o meno la richiesta di modifica fatta dal Registro, adducendo chiaramente un motivo valido. Occorre leggere bene le condizioni contrattuali, perché alcuni Registrar non permettono il passaggio al nuovo Provider alcuni giorni prima o dopo la scadenza del dominio.

In questo caso il dominio smette di essere nello stato pendingTransfer per tornare allo stato precedente alla richiesta di trasferimento. Entrambi i Registrar vengono avvertiti con messaggi sull’avanzamento della procedura.

Quanto costa trasferire un dominio .IT

Il trasferimento di un dominio ha un costo, anche se parliamo del solo nome a dominio e non dello spazio web ad esso associato. Il trasferimento è a tutti gli effetti una nuova registrazione, quindi anche se il vecchio Provider è già stato pagato per l’anno in corso, quando chiedi di trasferire il tuo dominio devi pagare un’altra volta. È la vita.

Il prezzo per il trasferimento è di solito lo stesso di una nuova registrazione e si aggira intorno ai 10 euro (da 6 a 12 euro circa) a seconda del Provider. I costi per trasferire un nome a dominio su FlameNetworks ad esempio partono da 6, 50 euro e sono tra i più bassi sul mercato.

2 Comments

  1. Giorgio Taverniti 05/11/2014
    • Fabrizio Leo 05/11/2014

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