Chi siamo? (fenomenologia del company profile)

La pagina chi siamo

Fenomenologia del company profile

È una pagina “maledetta” perché mi fa perdere un sacco di tempo. Nel mio lavoro mi trovo spesso ad analizzare siti web in topic con quello per cui faccio consulenza e talvolta mi capita di impazzire per minuti interi prima di riuscire a capire di cosa accidenti si parla.

Ammetto di aver sostenuto per diverso tempo che la pagina chi siamo non sia centrale in molti casi per una buona campagna SEO, soprattutto se parliamo di un sito e-commerce. Insomma, non è che incida più di tanto sul ranking, tuttavia non possiamo trascurarne il contenuto, perché il company profile può essere rilevantissimo rispetto alle logiche di conversione e fare la differenza quando si tratta di decidere se acquistare sul tuo sito o altrove.

Come scrivevo prima, in fase di analisi mi trovo a leggerne decine al giorno, quindi ho una discreta esperienza dei problemi più comuni che affliggono le pagine web su cui le aziende o i consulenti dovrebbero presentarsi. Te ne parlo brevemente:

 

Genericità

Azienda leader nel settore, che grazie ad una consolidata rete di partnership con alcuni tra i più innovativi brand tecnologici, è oggi all’avanguardia nell’offerta di prodotti tali da affermarsi nel già ricco e variegato panorama della concorrenza italiana”. Diamine, 40 parole per non dire niente.

Questo caso te lo menziono per primo perché è il più frequente. Il problema è che si cerca di rendersi autorevoli senza pensare che l’autorevolezza non è una cosa che si comunica, ma piuttosto una che si ottiene, che si merita. Puoi dirmi quello che ti pare, ma se pensi di convincermi di essere uno tosto, ti servirà ben altro che un company profile… e per altro, diamine, mi avesse scritto due righe su cosa accidenti fai!

 

Storytelling “al posto” del company profile

Vorrei raccontarti una storia. Un vecchio amava talmente tanto stare all’aria aperta che un giorno uscì di casa e non vi fece più ritorno. Quell’uomo è da sempre per noi l’esempio di come uno spirito libera affronta veramente la vita”. Toccante, ma dove stai cercando di portarmi?

Se l’arte della vendita gira intorno alla narrazione, lo storytelling è certamente un potente strumento di marketing, ma detto questo occorre misura. Usa un buono storytelling per sviluppare una campagna pubblicitaria, ma aprire il company profile con un racconto può andar bene quando il brand ha già una sua penetrazione di mercato. Se non ti conosco, mi devi dire prima di tutto chi sei, cosa fai e come lo fai. Non c’è niente peggio di una pagina che dovrebbe darmi queste informazioni e che invece mi accompagna per mari e monti verso un mondo di adorabili amenità…

Ma io non ho tempo per questa roba, devo capire con chi ho a che fare e devo capirlo subito, altrimenti andrò a cercare altrove.

 

Chi siamo – Azienda – Mission – Vision

Quattro (o comunque usare) pagine diverse per comunicare il profilo dell’azienda è troppo. Dieci anni fa i siti web aziendali erano tutti così: più pagine avevi meglio era. Per fortuna questo problema sta via via scomparendo, tuttavia permane questo modo un po’ goffo e dispersivo di proporsi, soprattutto tra i progetti che ancora stentano a trovare compiutezza sul web come gli studi di consulenza aziendale, gli studi legali e quelli di commercialisti.

Va da sé che in certi casi occorre mettere più attenzione nel comunicare i dettagli operativi e le procedure adottate in ambiti iperspecialistici, ma è meglio farlo per aumentare la rilevanza di pagine relative a servizi specifici, non in sottopagine di “chi siamo”, perché si rischia di non produrre lo stesso beneficio in termini di conversione.

 

Il poemetto, dove lo metto

Premettendo che hai appena letto il titolo di paragrafo più bello di tutta la cristianità (e sfido Salvatore Russo a fare miglio), un punto cruciale che rappresenta ancora un grosso problema nella struttura di tanti progetti web è la posizione della pagina chi siamo.

Se gestisci un e-commerce, questa pagina deve comparire defilata rispetto ciò che più di tutto interessa  agli utenti, le categorie prodotto, le marche, la pagina contatti. Una buona posizione in questo caso è il footer o un sidebar basso.

Se invece sei un consulente o un’azienda di servizi, allora è corretto tenere la pagina chi siamo nel menù principale, perché in molti casi può risultare subito utile consultarla. Il principio è che spesso l’azienda È il servizio che offre.

 

Conclusioni: come scrivere una buona pagina chi siamo?

In quest’articolo ho provato a mostrarti alcuni casi in cui non mi piace come vengono gestiti i company profile. Se ti stai chiedendo invece come è opportuno svilupparli, al di là di quello che riuscirai a desumere dalle cose che ho scritto sopra, tieni conto di queste brevi e semplici indicazioni:

  1. Limitati a dire cosa fai e in che modo, a meno che non parliamo del sito della Nutella. Qualunque altra indicazione può fare da contorno e deve seguire le informazioni di cui sopra.
  2. Non serve scrivere tanto in un company profile, a meno che il servizio o il prodotto non richieda approfondimenti tecnici, che potrebbero comunque essere sviluppati altrove.
  3. Se hai un e-commerce, tieni il company profile in posiziona defilata. Voglio vederlo, non subito però. Lasciami prima esplorare le categorie del sito web.
  4. A parte eccezioni (difficile generalizzare) lascia perdere lo storytelling che risulta spesso più utile per una campagna di comunicazione pubblicitaria.

Ma poi, con i tempi che corrono, sei così sicuro di sapere chi sei?

🙂

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