Consigli ad un giovane SEO per il 2021

Si viene e si va. Il 2020 si è concluso, ma non temere, l’anno appena iniziato sarà davvero incredibile. Nell’attesa di vedere insieme se e come si trasformerà il mondo, rispondo a una domanda posta nel gruppo dei Fatti alcuni giorni fa. In particolare la domanda è:

SEO Tools

SEO Tools

Sono da poco entrato in questo gruppo perché voglio migliorare le mie competenze in ambito SEO.
Più che migliorare, in realtà, vorrei cominciarmi a creare delle competenze in ambito SEO perché sono completamente ignorante! Mi occupo di marketing da pochi anni e mi sono sempre occupato di tutt’altro (per lo più email marketing) ma ora vorrei cominciare ad addentrarmi davvero in questo meraviglioso mondo, anche nell’ottica di aprire un progetto mio. Avete consigli per un giovane marketer che parte da sottozero? 😁
Certo che sì, la prima cosa da fare è integrare le conoscenze tecniche di partenza, poi devi inquadrare i software da usare assolutamente e a seguire dovrai capire “cosa” guardare. Una volta chiariti questi aspetti devi aprire bene gli occhi e normalizzarti, vale a dire abbandonare lo sguardo di un singolo utente di Google web search e abbracciare il mondo delle possibilità. Ma andiamo con ordine.

 

Condizioni di partenza

Se vuoi imparare non tanto a fare, quanto a leggere la SEO, la prima cosa è impratichirti con il linguaggio a marcatori per ipertesti o HTML. È importante perché quale che sia la tecnologia dinamica alla base della codifica delle pagine di un sito web, l’output stampato e dato in pasto ai bot dei motori di ricerca è sempre esplicitato coi marcatori HTML. Significa che Google legge i tag nel codice sorgente e da quelli capisce cosa seguire e come seguirlo. Se li sai leggere pure tu, puoi capire se tutto funziona come si deve.

[adrotate banner=”1″]

Il secondo passaggio è impratichirti con i CSSCascading Style Sheets, in italiano fogli di stile a cascata. Si tratta di un linguaggio che serve a stabilire la formattazione di pagine web HTML, XHTML o XML. Anche in questo caso è importante capirne almeno un po’, perché Google esegue la scansione delle pagine a livelli diversi, prendendo in considerazione tanto il codice sorgente quanto il render, vale a dire ciò che viene stampato a schermo. Errori nel CSS possono comportare difficoltà in quest’ultima fase e conseguenti problemi nella valutazione complessiva delle pagine. Un peccato.

Lascerei perdere i linguaggi di programmazione dinamica come il PHP, perché per quanto lato SEO ci si possano fare cose divertenti come automatizzare processi davvero utili, questi linguaggi vengono prima rispetto agli output che daremo in pasto a Google, quindi non sono direttamente coinvolti nella valutazione di pagine e struttura.

 

Software da usare assolutamente

In questo paragrafo menzionerò i software che “servono” per fare SEO, ragionevolmente certo che nessun collega avrà di che smentirmi. Eccoli:
– Google Search Console
– Google Analytics
– Screaming Frog (o similari)
– Semrush (o similari)
I primi due sono insostituibili, gli altri sono semplicemente i più popolari nel loro campo. Google Search Console è una finestra di dialogo con Google web search. Serve a valutare il rendimento delle pagine per parole chiave precise, ma soprattutto a leggere la copertura dell’indice di Google, vale a dire il modo in cui Google vede e reagisce alle singole pagine del nostro sito web. Attraverso le voci di copertura puoi capire se tutte le pagine inviate tramite sitemap sono indicizzate correttamente, se ci sono voci escluse dall’indice e per quale motivo particolare.
Il secondo tool insostituibile è Google Analytics, un software web based che – non si dice mai abbastanza – come la Search Console viene concesso gratuitamente a tutti i web master e che permette di leggere dati precisi sul numero di visite, sulla loro tipologia, sulla provenienza, ma anche sugli utenti che le fanno, sui loro interessi, sui device utilizzati, sul tempo di permanenza e via e via. Questi primi due tool sono assolutamente imprescindibili.
Il terzo tool da avere assolutamente è un bot stand alone come Screaming Frog. È importante perché legge la verità delle cose. Quando Screaming Frog dice che il tuo sito ha 1.000 percorsi interni e 800 pagine con output HTML, significa che di fatto le pagine raggiungibili del sito web sono 800, non una di più o di meno. In questo passaggio c’è una differenza importante (e spesso un equivoco) rispetto alla copertura indice in Search Console che non riporta i dati del tuo sito web, ma solo quelli che conserva nella sua pancia, magari da anni. La valutazione da parte di un SEO deve quindi procedere nel match tra la situazione di scansionabilità reale e quella interpretata da Google. Quanto meno tali scenari coincidono tanto più occorrerà prendere decisioni di riassetto strutturale. È a partire da qui che si valuta lo stato di salute di un sito web.
Ultimo tool importante per fare SEO è un software “fatto bene” per la keyword e competitor research. Più che a fare SEO in senso stretto, serve per disegnare una strategia editoriale e una relazionale. Un software come Semrush ti permette di capire quali competitors posizionano quali pagine per quali parole chiave e soprattutto perché. Insomma, avere una struttura di scansione ordinata è solo il punto zero.

 

Come fare SEO, sul serio

Nell’introduzione di questo post ho parlato di normalizzazione, un concetto che forse avrai trovato nel Manuale di Seo Gardening. Si tratta di guardare le pagine di risposta di Google dimenticandoti chi sei e perché lo fai, cercando di immedesimarti nell’utente che approccia naturalmente alla ricerca web per risolvere un problema reale. In realtà sei spesso tu quell’utente, ma solo quando NON stai lavorando per posizionare il tuo progetto web. Incredibilmente, appena indossi la maglietta con sopra scritto “ciao, faccio SEO”, vieni colto da un sortilegio per cui non riesci più a vedere le pagine in quanto tali, ma solo le posizioni che occupano, quelle da raggiungere e superare. Il tuo sport preferito diventa il “salto dell’Aranzulla”. A quel punto sei fregato.
In realtà è Google stesso ad aiutarci in questa fase, proponendoci i risultati più pertinenti dal suo punto di vista. Quali pagine si posizionano meglio per una ricerca di interesse? E perché si posizionano meglio? Certo Google può sbagliare ed essere ingannato, ma se ti manca lo sguardo giusto, non riuscirai a cogliere i motivi che fanno la rilevanza e la tua SEO sarà una corsa disperata a trovare i backlink che spingono di più.
È tutta una questione di consapevolezza. Non sei tu a studiare la serp, ma c’è un osservatore terzo che ti osserva mentre lo fai. Diventa quell’osservatore e spostati su di una sedia più alta. Cambiando prospettiva ogni cosa ti sarà più chiara e la tua SEO sarà semplice ed efficace.
Ecco, parti da qui.

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.