Gli asini del web marketing

Il vero titolo che avrei dovuto dare a questo articolo è “differenza tra ignoranza e insipienza”, ma riconoscerai che quello scelto è più efficace e soprattutto diretto. Le riflessioni di oggi riguardano il mindset per fare marketing digitale, ovvero inquadrano vizi e virtù di chi approccia a questa disciplina, come di chi la pratica da anni. E mi sa che potrai applicare queste riflessioni a molti campi diversi, non solo lavorativi.

Gli ignoranti e gli insipienti

Gli ignoranti e gli insipienti

 

L’ignoranza è la condizione di chi non conosce, l’insipienza è lo stato di chi non vuole conoscere. La differenza tra i due termini è gigantesca, tuttavia sorprende come il vocabolario Treccani li consideri sinonimi, aggiungendo (per fortuna) all’insipienza un carattere che lo avvicina all’arroganza chiarendone il colore e specificandone l’intenzione.

 

Gli ignoranti

Il titolo di questo paragrafo è talmente bello che dovrebbe essere quello di un film o di un’opera teatrale. L’ignoranza è lo stato in cui veniamo al mondo, uno stato di perfezione assoluta, del tutto incontaminato da preconcetti, miti e leggende. Il virus dell’intolleranza e i batteri dell’esclusione non si annidano in un cuore ignorante. L’ignorante è un puro, il suo spirito è libero, l’animo è irrequieto, il cuore aperto. L’ignorante è Dio in potenza, creatore del proprio universo, un libro da scrivere, una tabula rasa, un fiocco di neve che non ha ancora toccato terra e che spero non cada mai in nessun posto.

L’ignorante prova stupore davanti a ciò che non conosce e quello stupore lo accompagna per tutta la vita. L’ignorante studia, ma sa che quello che conta non è sui libri e non si può apprendere una volta per tutte, perché la conoscenza non è una bella macchina da possedere, ma un corso d’acqua che scorrendo lungo il letto del fiume assume la forma di tutte le sue imperfezioni per giungere alla foce, mai uguale a se stesso, mai fermo.

L’ignorante è un bambino che punta il dito verso la maniglia di una porta con l’espressione di chi scopre un nuovo continente, per poi puntare lo stesso dito con la stessa espressione verso una gamba del tavolo, solo un momento dopo.

 

Gli insipienti

Ci sono quelli che sanno le cose e quelli che credono di sapere le cose. Credo non ci sia molta differenza tra queste categorie di individui, soprattutto di questi tempi. C’è una smodata arroganza nel cuore di chi possiede “le verità”, quali che siano. C’è fierezza cieca nello spirito e desolazione nell’animo di chi non ha più niente da imparare.

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Tristi, inutilmente pomposi, egocentrici e spesso inavvicinabili. Sono i “lei non sa chi sono io”, sono quelli che ti bloccano su facebook solo perché li hai contraddetti, sono giganti in miniatura, leoni di carta immobili nella savana di cartone.

L’insipiente ha una visione delle cose ferma, immutabile, sicura come la data di scadenza delle tasse. Non si sorprende davanti a niente, anzi ha timore della sorpresa perché tradirebbe la sua morale. Quando impieghi una vita a costruire un castello, può essere terribile scoprire che lo hai tirato su con le carte da gioco è che può rovinare a terra da un momento all’altro.

 

Web marketing ignorante

In un mondo ultra-veloce, l’approccio ignorante è l’unico intellettualmente onesto. Per carità, nessuno di noi è “tabula rasa”, ma dobbiamo riconoscere che là fuori succedono molte più cose di quante non possiamo tenerne sotto controllo, dunque abbracciare l’ignoranza è la condizione di chi parte (e sta) bene. A differenza dell’insipiente, l’ignorante può studiare.

Credo infine che i nostri clienti apprezzino molto di più l’approccio di chi ammette con tranquillità di non possedere le “certezze assolute”. Un conto è infatti avere molta esperienza di casi operativi e (giustamente) farla valere come plus rispetto alla concorrenza, altro è dichiarare in anticipo di saper risolvere qualunque problema in tempi certi e soprattutto con una previsione di risultato sicura. Sì, è bello da sentire, però non è vero.

E sempre più clienti iniziano a percepirlo.

 

 

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