Il cliente che si approfitta di te

Ovvero, come comportarsi per evitare che la tua disponibilità venga scambiata per acquiescenza incondizionata e allo stesso tempo comprendere che spesso siamo i primi a comportarci come le persone che critichiamo.

il cliente che si approfitta

il cliente che si approfitta

 

Cremonini cantava “gli uomini e le donne sono uguali” mostrandoci come a certe condizioni le parti diverse di un rapporto finiscano con l’avere gli stessi comportamenti. Il mio articolo di oggi ti insinuerà un tarlo da togliere il sonno: e se noi operatori del web non fossimo per niente migliori delle persone che si rivolgono a noi nel modo sbagliato?

 

I clienti “scomodi”, che fanno?

La maggior parte dei clienti non ha cattive intenzioni, sono solo persone che non sanno cosa occorre loro né a chi rivolgersi per ottenerlo. La diffidenza data dall’ignoranza è il motivo per cui finiamo talvolta per ricevere telefonate improbabili da chi finiamo col giudicare male, spesso senza renderci conto che nelle stesse condizioni ci comporteremmo allo stesso modo.

Se lavori nel web da qualche anno, sarai certamente stato raggiunto da telefonate in orari strani, ti avranno fatto proposte di pagamento “a obiettivo raggiunto”, oppure ti avranno blandito con la classica frase: «Partiamo piano, poi appena arrivano i risultati investirò, perché so che in questo campo occorre investire, intanto però partiamo piano».

 

Mettiamoci in società

I casi tragici sono quelli in cui persone che hai appena sentito al telefono ti propongono una specie di società, in cui loro mettono il sito e tu il lavoro per poi dividere i guadagni derivanti dalle inserzioni pubblicitarie. A me cose del genere non capitano più da anni, ma se mentre leggi queste righe ti accorgi di star abbozzando un sorriso amaro, sappi che ti sono vicino.

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Perdonali, non sanno quello che dicono.

Per dirla tutta ho creato due società, sbagliando clamorosamente la scelta dei soci, la prima volta per inesperienza, la seconda per paura. Le società si fanno dal notaio con persone che già da sole fatturano cifre consistenti, non al telefono con un tizio che conosci da un giorno per vendere pubblicità sul suo blog. E neppure in questo caso mi sento di giudicare male chi fa certe proposte, perché dietro ci vedo la voglia di fare, di coinvolgere altri, di dare uno scossone alla ruota e vedere come gira. Penserai che sono uno sprovveduto, chissà.

 

La malizia negli occhi del malizioso

Qui la provocazione: se pensi subito alla malafede di chi ti fa proposte strane o di chi tiene comportamenti che mostrano superficialità, pensa che in altri frangenti tu stesso sottovaluterai il “mestiere” altrui. Per capirci, non puoi pretendere che un piccolo imprenditore paghi 5.000 euro senza battere ciglio per un sito web e poi aspettarti che il falegname sotto casa ti realizzi lo stesso tavolo in legno massello che hai visto sul sito di Lago facendotelo pagare 200 euro, quando lo vendono a 2.000.

Ammettiamo poi che tra i malintenzionati veri (che esistono) non ci sono solo i clienti, ma in molta parte anche consulenti e web agency. Se è vero che ci sono da un lato proposte strane fatte dai clienti potenziali, d’altra parte ci sono clienti che vengono chiusi in condizioni contrattuali davvero molto costrittive e poco trasparenti all’origine.

 

Parlare chiaro

Quello che manca in questo ragionamento è la consapevolezza. Se chi ci contatta mostra diffidenza è perché non abbiamo capito che occorre parlare chiaro e il primo sforzo deve essere da parte nostra. Così come il falegname deve farmi subito capire che un tavolo in legno massello non può costare 200 euro, allo stesso modo noi operatori del web abbiamo la responsabilità di far capire ai nostri potenziali clienti che il nostro lavoro produce certi risultati (e dire quali sono) sulla base di competenze, tempo e tanto impegno.

In questo senso la comunicazione e la divulgazione assumono un ruolo determinante. Se dunque lavori sul web, hai il dovere di raccontare con chiarezza ai tuoi potenziali clienti ciò che fai e come lo fai. Ne trarrai vantaggio tu, loro… e tutti noi.

 

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