In quanto tempo funzionano i backlink?

Oggi vorrei commentare un post di qualche tempo fa, in cui un utente anonimo ha chiesto lumi sul concetto di autorità di un dominio, proponendoci di fare un gioco.

Una buona domanda
Una buona domanda

Il post era il seguente:

«facciamo finta che la domain authority dipenda solo dalla linkbuilding e lasciamo da parte tutti gli altri fattori.

Presa per buona questa premessa, quanto influisce ottenere un link follow da un sito con la domain authority alta? Voglio dire, se otteniamo un link di tipo follow da un sito con domain authority 60 in teoria il valore del link juice dovrebbe essere 60. Ovviamente, però, con quel link il nostro sito non passerà da un valore 10 a un valore 70, altrimenti basterebbe che ogni sito esistente avesse un link proveniente da Facebook e sarebbe a posto.

Quindi in realtà di quanto aumenta l’authority? è un valore che si ottiene dividendo il link juice per il numero di link ricevuti?

E soprattutto: quando tempo dopo si possono apprezzare gli effetti della linkbuilding? E quando si può dire con certezza che il balzo in positivo della domain authority sia dovuto solo alla linkbuilding? Mettiamo che in quel periodo stia facendo anche delle modifiche per migliorare la performance e stia cambiando l’architettura del sito ottimizzandola: è ancora possibile capire quanto l’uno e l’altro abbiano influito sull’aumento dell’authority o diventa un tutt’uno?».

Ok, proviamo a rifletterci sopra:

Dunque, intanto la Domain Authority è un metro di valutazione introdotto da MOZ – che non è Google – e che prende in esame circa 40 fattori di ranking per stimare il valore di un sito web. Già solo a partire da questa premessa potrei chiedermi che senso abbia fare finta di dare valore ai soli backlink, ma proviamo comunque a stare al gioco.

Continuando a leggere il post in cui si fa riferimento all’assurdo in cui basterebbe un link da Facebook per far crescere a dismisura una metrica basata sui soli backlink. Questa osservazione intanto non ha senso, perché formalmente i backlink da facebook hanno sempre l’attributo nofollow, quindi non sarebbero comunque direttamente “buoni” per migliorare le metriche di Google o di qualunque software altro.

Ci si domanda fondamentalmente come valutare l’incidenza di un backlink sull’autorità di un sito web e quanto tempo serve perché tale impatto produca miglioramenti nei rankings sui motori di ricerca.

Risposta: Non puoi usare le metriche che tengono conto di una vasta molteplicità di fattori per valutare il “potere” di un backlink. Non puoi farlo per diversi motivi:

Non conosciamo il valore numerico che definisce il peso di ciascun fattore di ranking. Non ce lo dice MOZ e men che meno che lo rivela Google.

Non conosciamo il rapporto tra fattori di ranking diversi: Ricevo un backlink che vale 30 punti (a patto che “30 punti” voglia dire qualcosa). Questi 30 punti incideranno sull’autorità e poi sul ranking, ma solo dopo essere stati messi in relazione con tutti gli altri fattori di ranking presenti, il cui valore a sua volta sarà diverso in base alla tipologia di sito web.

Ma poi, in che pagina si trova il link verso il tuo sito? In che posizione? Quanti click riceve? In quanto tempo?

I siti web che seguo, migliorano in modo netto solo quando prendiamo le decisioni giuste su quali percorsi far scansionare prima o dopo (o mai), oppure quando riusciamo in breve tempo a far arrivare i contenuti giusti alle persone giuste. Invece, a fronte delle classiche campagne backlink, non sai mai dire se e quanto questi stiano incidendo, oppure abbiano inciso. Ed ecco che arrivano puntuali i post dubbiosi come quello che ho riportato qui.

L’esperienza ci insegna che salvo casi particolari riguardanti singole azioni, le variazioni sul ranking dipendono sempre dall’equilibrio di una grande molteplicità di fattori. E pensa che il rapporto tra questi varia anche a seconda del segmento di mercato e della competizione. Mesi fa ci fu un fuga di notizie da Yandex, da cui venne fuori un file con i 200 fattori di ranking del motore di ricerca russo, ciascuno dei quali aveva un valore numerico che andava letto e messo in relazione con gli altri. Quello fu un momento abbastanza illuminante per chi stava lì a chiedersi come funzionano i motori di ricerca. Fondamentalmente non vogliono che tu lo sappia… ed è giusto così.

Guardare al backlink “forte” da un punto di vista quantitativo numerico in senso assoluto, senza tenere conto di tutto il resto, è come chiedersi se la tua auto riuscirà a tenere bene una curva con un certo tipo di pneumatici… quale auto? Di che anno? A che velocità? Quale curva? Il fondo stradale è asciutto? È sconnesso? E quanto?

Allora, piuttosto che lasciarci andare a questi esercizi di ragionamento sul sesso degli angeli, forse sarà meglio concentrare la nostra attenzione su come creare relazioni virtuose (magari vere) con gli interlocutori “giusti”, a partire dalle quali offrire ai nostri utenti pagine con link a risorse davvero utili, perché capaci di raccontare e tradurre interessi in comune.

Lo dico una volta di più: non tutto ciò che conta, può essere contato.

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