La giornata internazionale dei blogger

Apprendo che il 2 maggio è la giornata internazionale dei blogger. Documentandomi in rete scopro che si tratta di un’iniziativa nata nel lontano 2010 a Cepu nelle Filippine, ad opera di varie associazioni di blogger locali che promossero incontri allo scopo di fare networking. All’epoca il blogger era una figura in piena ascesa già da anni, mentre oggi la multicanalità sembra in molti casi aver appannato l’importanza di questa figura, facendo sembrare la giornata internazionale del blogger, una specie di iniziativa volta a salvare una specie in via di estinzione.

Giornata internazionale dei blogger

Ma le cose stanno veramente così? Insomma, che fine ha fatto il blogger negli ultimi anni? Proviamo a tracciare un identikit di questa figura mitologica per coglierne i connotati e cercare di carpirne l’attuale stato di salute alla luce delle svolte tecnologiche e sociali.

Il blogger nel mondo multicanale

C’è stato un tempo in cui per sapere cosa pensasse un influencer circa un certo argomento, si era costretti a frequentare il suo blog. Tale frequentazione si rendeva necessaria perché in pratica non c’era altro modo per accedere a quelle informazioni. Negli ultimi 10 (ma anche 20) anni, abbiamo via via assistito allo spostamento di interesse dalle piattaforme di proprietà degli stessi blogger ai social network come MySpace, poi facebook, Twitter, fino a YouTube e TikTok che oggi vanno per la maggiore, insieme a una pletora di altri dispositivi che rendono la comunicazione più o meno verticale.

Un altro mezzo che ha subito la stessa diaspora è la TV, il cui pubblico invecchia sempre più velocemente, tant’è che i programmi di maggior successo sulle reti nazionali come “The Voice” fanno molti più ascolti nella versione Senior, di quanti ne facciano in quella dedicata ai giovani talenti. Gallina vecchia fa buon brodo? No, semplicemente chi si assomiglia si piglia, ragion per cui è probabile che tra qualche anno vedremo la giornata internazionale della TV, promossa dagli strenui difensori del medium che pure così tanto contribuì allo sviluppo del villaggio globale, teorizzato negli anni ’60 da Marshall McLuhan. Si invecchia.

Il blog è morto? È da salvare? Ma quale blog?

Il blog inteso come dispositivo usato dal blogger per comunicare il proprio mestiere sembra essere agonizzante, perché come dicevo prima, la comunicazione si va spostando sui social, ma ciò non significa che i blog siano inutili, tutt’altro, restano risorse importanti per quanto riguarda la pubblicazione di guide evergreen che per loro natura puntano a ottenere buoni risultati nei motori di ricerca. Questo tipo di contenuti genera traffico in crescita incrementale nel corso del tempo, quindi, se opportunamente aggiornati e manutenuti, rappresentano un’ottima fonte di visibilità e guadagno per il blogger e se non pensi sia così, guarda il blog di Salvatore Aranzulla che a distanza di (molti) anni, continua ad essere un punto di riferimento nel settore tecnologico, con buona pace dei detrattori.

Soprattutto, il blog resta importantissimo perché essendo di proprietà del blogger, gli consente di finalizzare le proprie mosse commerciali. Un blogger può:

  • Monetizzare i propri contenuti con le pubblicità,
  • Accrescere il proprio database di indirizzi email per inviare newsletter
  • Vendere direttamente prodotti o servizi
  • Rilasciare risorse in download
  • Gestire aree riservate
  • Posizionare CTA in ogni dove

Da questo elenco puoi capire la vera importanza del blog, che è quella legata alla finalizzazione. Il blog è casa tua e puoi usarlo per finalizzare tutta la tua comunicazione. Le altre piattaforme invece, sebbene siano spesso quelle che collezionano la stragrande maggioranza degli accessi, sono luoghi virtuali all’interno dei quali sei semplicemente un ospite che in quanto tale dovrà sempre muoversi in punta di piedi.

E quindi lunga vita al blog e ai blogger, con l’augurio a quanti di voi lo siano, di trascorrere serenamente questa bella ricorrenza.

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