Perché il lavoro del grafico è in crisi

Quello che volgarmente chiamiamo “grafico” è all’origine un professionista che può curare diversi aspetti della comunicazione business e corporate. Dalla realizzazione di un logo alla creatività visiva per una campagna pubblicitaria, il graphic designer utilizza le proprie conoscenze per facilitare il trasferimento di messaggi da un professionista o un’azienda verso il proprio pubblico di riferimento.

il mestiere del grafico

Il lavoro del grafico è in crisi?

 

I graphic designer hanno prosperato fino alla fine del primo decennio degli anni 2000, poi gradualmente sono successe due cose, la prima è stata lo spostamento di attenzione verso gli strumenti di conversione del web marketing che ha via via spostato gli investimenti dalle campagne visual basate su affissioni a quelle di inbound marketing costruite su funnel di vendita articolati.

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La seconda è stata il progressivo sviluppo di software che hanno automatizzato e reso accessibile a tutti molte routine di base del lavoro di un grafico. Parlo di software come Canva che hanno reso la vita più semplice a migliaia di freelance e aziende italiane, producendo come conseguenza un forte calo di interesse nel lavoro di chi fino a quel momento produceva banner personalizzati di varia natura per siti web.

 

Ora è colpa di Canva

Il problema non è Canva, semmai sono i grafici il cui core business sono i banner per i blog post e per facebook. Quando tanti di questi professionisti si sono ritrovati a piedi, spazzati via da un mercato con esigenze molto pratiche, hanno commesso un errore madornale, spostandosi sul web design. La pensata geniale è stata: dal momento che ora vanno i siti web e sono un grafico, posso imparare a customizzare wordpress, così da unire la grafica alle richieste del mercato. Tanto per montare un tema e cambiare le immagini basta conoscere un po’ di HTML e CSS,

che ce vo’?

 

Reinventarsi nel modo sbagliato

I grafici che hanno spostato il loro business sul web design non si sono riattualizzati, hanno proprio cambiato mestiere, entrando in competizione con i web designer veri, professionisti capaci di tirare su un sito web da zero e customizzarlo in ogni aspetto tenendo conto delle esigenze crescenti rispetto ai funnel di conversione. A quel punto il problema è diventato serio, perché il grafico redivivo come web designer, preparatosi per anni sulla comunicazione corporate e pubblicitaria, ha buttato tutto alle ortiche per inseguire un mercato che pensava essere sconfinato, senza rendersi conto che così come esiste Canva, esiste anche Wix. Ma qual era la strada giusta da seguire?

Insomma, la grafica è morta?

 

Fai quello che sai fare, nel modo giusto

Se negli ultimi anni hai visto ridursi il tuo fatturato progressivamente, non è detto che tu debba cambiare mestiere, forse devi cambiare la modalità in cui operi. Se sei un grafico professionista che ha lavorato per anni producendo banner meravigliosi e oggi non li vendi più per colpa di Canva, invece di metterti a fare i siti web, aumenta il tuo livello di specializzazione rispetto alla grafica, magari approfondisci il design degli stand fieristici e del packaging, iperspecializzati!

Soprattutto “posizionati” in quanto grafico duro e puro, non come grafico che fa anche i siti web, altrimenti nessuno farà caso che esisti. Se ne capisci di design, lavora al TUO “design”, vale a dire al significato della tua offerta di servizi.

Impara a dire «faccio questo, solo questo e lo faccio così». Ho un caro amico grafico che lavora tantissimo curando quasi esclusivamente le etichette delle bottiglie di vino. A un certo punto diventi talmente riconoscibile da apparire un canone agli occhi di un pubblico di riferimento ristretto. a quel punto sei arrivato.

Qualunque mestiere funziona. Dipende da chi lo fa e come.

 

One Response

  1. Loris 26/04/2017

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