La paura di fare content marketing

Oggi parliamo di content marketing, ma non come lo farebbe un esperto. Quest’articolo è per te che hai appena avuto una buona intuizione su come sviluppare una strategia di contenuti per il tuo brand personale o per la tua azienda. È dedicato a te che esattamente in questo momento hai avuto un’epifania e stai ancora ghignando mentre pensi che l’idea appena avuta sia veramente forte. Forse troppo.

La paura di fare content marketing

La paura di fare content marketing

 

La verità è che le buone intuizioni arrivano di continuo, solo che nella maggior parte dei casi veniamo colti da uno stato di immobilità quasi catatonica che ci impedisce di spingerci più in là della semplice buona idea. Quante volte ti è capitato di immaginare soluzioni meravigliose per comunicare col tuo pubblico di riferimento? E poi cosa è successo? Perché ti sei arenato? Mancanza di tempo o di coraggio?

 

La paura di cambiare

Tutti vorremmo una vita migliore di quella che facciamo. Più bella, più comoda, più serena. Eppure paradossalmente nessuno di noi sembra essere disposto a trasformare la propria vita attuale in quella che desidera. È un po’ come dire che tutti vogliono vedere il Paradiso, ma nessuno è disposto a morire per andarci. E invece mi spiace dirlo ma il proverbio «chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che lascia , ma non quello che trova» è una maledetta gabbia che ci serra i polsi e le caviglie impedendoci di ascoltare la nostra stessa voce.

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Quel senso di inadeguatezza che ci assale ogni volta che abbiamo una buona idea è proprio la paura di non essere all’altezza della vita che vorremmo. La tua intuizione può anche essere valida, ma in fondo il successo che ne verrebbe fuori non te lo meriti. Ecco come vanno in fumo migliaia di buone intuizioni che la parte migliore di te continua a farti avere sperando in un ravvedimento che può non arrivare per tutta la vita. Poi alla fine muori e dall’altra parte ti prendono in giro per decenni, perché eri seduto su di una valigia piena d’oro e credevi di essere un mendicante.

 

L’attitudine ignorante

Se leggi le cose che scrivo già da un po’, ti sarai accorto che ho un certo rapporto con il concetto di ignoranza, non sempre chiarissimo ai più. Ogni volta che affermo il valore dell’ignoranza qualcuno storce il naso, eppure è stato proprio quando ho abbracciato questa, che sono riuscito a liberarmi da tre decenni di condizionamenti ad opera di famiglia, scuola, università, amici. Tutto nella nostra vita (spero non nella tua) sembra concepito per addestrarci a diventare impiegati di un gigantesco McDonald. Qui non ci sono le caste come in India, ma l’indottrinamento è per certi versi più meschino perché è strisciante.

Così ad un certo punto ho deciso che piuttosto di procedere in un campo minato, avrei preferito non avere alcun terreno sotto i piedi. Quando fai questo passo pensi di cadere e all’inizio la sensazione è proprio quella. Ho vissuto per anni senza sapere cosa mi sarebbe successo, senza soldi, senza prospettive di “carriera” avendo tutti contro. Poi all’improvviso capii che il mio stato precario era la situazione migliore in cui potessi trovarmi, perché non avevo niente da perdere. Non c’erano regole da seguire, capi da tenersi buoni, treni o automobili per raggiungere posti di lavoro in cui fingere di sentirmi a mio agio.

È solo quando finisce l’dea che esista il modo giusto di fare le cose che puoi abbracciare l’ignoranza. Abbracciarla significa che da questo momento puoi fare ciò che prima sarebbe stato inutile, superfluo e forse controproducente: studiare. Non continuare a indottrinarti, ma studiare.

 

L’ignoranza e la millanteria

Il titolo di questo paragrafo coincide con l’oggetto di uno scambio di email ormai epico tra il sottoscritto e un sedicente copywriter con 40 anni di esperienza, che mi ha contattato per insultarmi pesantemente e gratis, dopo che avrei “inondato” la rete con termini sbagliati per un vezzo o appunto per ignoranza. Solo pochi giorni fa ho fatto una montagna di interazioni nel gruppo dei Fatti di SEO pubblicando gli screenshot (con i dati personali oscurati) degli insulti ricevuti e delle mie risposte. Un esempio di content marketing meraviglioso quanto appunto “ignorante”. Ora, sulla storia del Coprywater non credo di avere molto da aggiungere che non sappiate già, ma tutto ciò che è successo da quando nel 2017 pubblicai quell’articolo, deriva proprio dalla mia attitudine a non seguire le regole. Ed è questo il messaggio che vorrei trasmettere attraverso il post che stai leggendo.

Se la realtà che stai vivendo ti sembra stretta, non aver paura di smuovere le acque.

Soprattutto togliti dalla testa che certe cose le meriti e certe altre no.

È tutto un film e tu sei seduto sul divano.

Fuori c’è il sole.

 

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