Settori e figure nuove nell’e-commerce

Daniele Rutigliano

Daniele Rutigliano

Daniele Rutigliano è un e-commerce specialist, scrittore e formatore di alto profilo. Gli ho fatto alcune domande su quali siano le figure da internalizzare in un progetto di commercio elettronico e più in generale sull’attuale scenario degli shop online.

 

Ci racconteresti i tuoi attuali focus lavorativi?

Ho curato l’organizzazione del Web-ecom, il primo grande evento in Puglia dedicato al mondo ecommerce, sociale e digital marketing in generale. In questo periodo porto avanti più progetti: seguo la mia web agency Aproweb con i rispettivi clienti sull’ecommerce e preparo il mio terzo libro (ancora top secret l’argomento!) per la Hoepli. In più pubblico un articolo al mese per Millionaire e a fine mese termino le docente alla School of Management dell’Università LUM. È un periodo abbastanza intenso.

 

Lavorare alla visibilità di un e-commerce è diverso dal curare quella di un sito web aziendale classico?

Decisamente! Ma poi è anche più stimolante: ci sono da curare tanti aspetti… La parte più bella arriva con l’incremento delle vendite e degli ordini: i clienti spesso non ci credono. Unica nota negativa: ci vuole un po’ di tempo per ottimizzare tutto. Di solito 2-3 mesi per vedere i primi risultati.

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Si dice che i blog personali spariranno e i servizi verranno venduti attraverso altri canali web. Vale anche per l’e-commerce?

In merito al mondo ecommerce posso dirti che chiuderanno ancora altri negozi, sia fisici che virtuali. Il mercato online è sempre più competitivo e molti imprenditori si lasciano attrarre da finte promesse e risultati impossibili. Amazon è sicuramente il Re dell’ecommerce: può essere una minaccia o una opportunità. Dipende da come ti muovi 🙂

 

Ci sono settori o aree merceologiche che andrebbero rivalutate in Italia rispetto al commercio elettronico?

Ci sono dei settori ipercompetitivi (es: hitech, turismo, ecc…) e altri meno. L’unico settore che ha perso un po’ di attrattiva rispetto al passato è quello dell’usato. Sebbene sopravviva quasi esclusivamente con l’ecommerce, col tempo ha perso un po’ di punti.

 

Quali sono le figure proprio indispensabili rispetto allo sviluppo di un progetto e-commerce?

Sarò di parte ma credo fortemente che un consulente ecommerce sia obbligatorio.

Se non hai la strategia, a cosa serve una piattaforma super tecnologica? Se hai una strategia e un buon sito, come mai non vendi? Un consulente ecommerce risolve queste questioni e aiuta l’azienda a risparmiare tempo e denaro.

La seconda figura indispensabile è quella dell’esperto di settore, colui che conosce cosa si vende, a chi e perché.

 

Quanto si può curare internamente e quanto è meglio esternalizzare?

Direi che la risposta dipende dalla fase in cui si trova il progetto. I piccoli ecommerce devono esternalizzare tutte le competenze; con l’aumentare del fatturato è necessario assumere e tenere gente preparata all’interno. Ad ogni modo credo che un consulente ecommerce esterno sia necessario per avere una visione di insieme esterna.

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