Come comunica Uno psicologo sul web?

Claudia Campisi

Claudia Campisi

Claudia Campisi, psicologa del lavoro e career coach, autrice di Uno psicologo sul web – ed. Flaccovio – divide la sua attenzione tra le attività di formazione, divulgazione e terapeutiche, ponendo il tema della comunicazione online all’attenzione del mondo degli psicologi.

Ed è in effetti un ambito professionale che esplode sul web in tempo di Pandemia, come dimostrano le performance di progetti di grande successo come Unobravo. Ma leggiamo i dettagli nelle risposte che Claudia ha gentilmente offerto alla nostra attenzione.

 

Ciao Claudia, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Certamente, con vero piacere! Attualmente oltre all’attività di autrice seguo professionisti, privati e aziende in qualità di psicologa del lavoro e career coach. Sono impegnata attivamente nella formazione rivolta a colleghi psicologi e HR. Mi occupo di comunicazione per conto di una rivista scientifica di psicoterapia e sono community manager di un gruppo tematico CARRIERE. Lavoro all’85% online e per il restante tempo presso il mio studio.

Sono una mamma spesso in giro per l’Italia, ecco perché ho investito tanto sul digitale negli ultimi anni.

 

Come hai strutturato il tuo libro “uno psicologo sul web”?

Considerala una guida che parte da un’idea molto concreta: non possiamo non essere presenti online! Un concetto che ancoro fin da subito su un obiettivo molto concreto: sviluppare un piano commerciale per creare una base pazienti/clienti e mantenerla nel tempo. Da qui il passo successivo è quello di apprendere ed integrare strumenti utili per il personal branding e per andare ad intercettare gli interlocutori giusti, in target. 

Essere riconoscibili per competenze e potenzialità di successo rispetto a bisogni specifici diventa centrale anche per uno psicologo! Ogni capitolo guida il collega verso il raggiungimento di un traguardo specifico, grazie agli home work che lo agevolano al passaggio all’azione, più o meno sperimentale. Il testo è poi impreziosito da contenuti e contributors d’eccezione, per trattare aspetti specifici: Luigi Centenaro per il personal branding, Roberto Grandicelli per la creazione del brand, Brunella Martino di Legal for Digital per creare una presenza digitale che tuteli il professionista quanto il cliente. Non mancano ispirazione e attualità della psicologia con Nicola Piccini creatore di grandi community e piattaforme elearning di settore e Danila De Stefano ceo di UnoBravo.

Gli ingredienti sono stati dosati per supportare con stimoli diversi professionisti interessati a raggiungere obiettivi specifici.

 

Cosa significa costruire una presenza online etica?

In primis nel nostro settore specifico attiene al rispetto della normativa di riferimento relativa alla promozione professionale dei professionisti sanitari. Al tema ho dedicato un capitolo intero. E.T.I.C.A. è anche il metodo che propongo e che suggerisco di applicare, una sorta di bussola per organizzare e sviluppare la propria comunicazione sul web.

Come psicologi avere un approccio etico online è un dovere! Abbiamo delle responsabilità nei confronti dei cittadini ma anche dell’habitus professionale. Siamo una delle categorie che si forma e studia di più, eppure, online alcuni colleghi si propongono in modo “indistinto”, talvolta da “tuttologi”. Non credo assolutamente si tratti di malafede ma di inesperienza e scarsa confidenza con il web.

Il mio invito è quello di esserci e raccontare il proprio lavoro applicando ciò che il marketing e la comunicazione possono offrirci ma nel rispetto dei nostri principi e della deontologia professionale.

 

Quali sono le principali difficoltà per lo psicologo che si affaccia sul web?

La concorrenza che non è rappresentata esclusivamente dai colleghi ma soprattutto da tantissime nuove professioni che pur non essendo normate o riconosciute legalmente propongono servizi sovrapponibili a quelli di psicologi e psicoterapeuti. 

Oggi senza contare i giovani colleghi in formazione, ancora ai box di partenza all’università, gli abilitati che possono utilizzare il titolo di psicologo sono 150.000.

Onestamente tutti i professionisti non normati sono fuori controllo ma suppongo siano almeno 3 o 4 volte il numero degli psicologi data la facilità di accesso al lavoro e al mercato!

Di conseguenza, ritengo che non essere online e pensare di sostenersi unicamente con il passaparola offline, sia riduttivo e anche anacronistico rispetto ai nuovi stili di acquisto!

La principale difficoltà, dunque, è farsi trovare MA per i servizi che siamo in grado di offrire ad altissimo livello. Perché il web non perdona. 

Consiglio durante le mie consulenze e non solo in Uno psicologo sul web di investire sempre in un lavoro mirato di SEO con un professionista.

Con Lavoro con Stile, il mio blog, ho avuto risultati tangibili, purtroppo saper scrivere contenuti non è sufficiente. 

 

Quali sono i canali digitali che sembrano funzionare meglio in questo ambito?

Uno psicologo come qualsiasi professionista e/o prodotto lo si ricerca su Google!

Attualmente suggerirei di integrare per risultati rapidi una presenza su LinkedIn e marketplace di servizi di psicologia che sono molto ben indicizzati (come quelli citati nel capitolo dedicato). All’interno di una strategia a medio-lungo termine prevederei un sito/blog personale e più canali social collegati. 

Questa risposta ha senso nella misura in cui i canali sono presidiati con una visione strategica e qualità di contenuto, non ultimo costanza.

 

In ultimo, puoi lasciarci qualche risorsa per approfondire l’argomento?

Sicuramente per chi fosse interessato potrei girare un piccolo estratto di Uno psicologo sul web per cominciare e poi suggerirei di seguirmi su LinkedIn ed entrare in contatto con me!

A giorni sui canali dedicati al libro comincerò a postare contenuti, strumenti e a segnalare iniziative per continuare insieme il percorso iniziato con la lettura del libro.

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