Come posizionare i video su YouTube

Possiamo parlare di SEO per YouTube dal momento che quello del “tubo” è certamente uno dei motori di ricerca più utilizzati al mondo, reso ancora più Social dopo la dipartita di Google Plus, con sommo dispiacere di tutti i suoi utenti, cioè gli ingegneri di Google. Se non conosci i fattori di ranking di YouTube è il momento di fermarci un momento per fare il punto su questa piattaforma che oggi racconta una storia molto diversa da quella delle sue origini. Tutt’altro che scontata.

posizionamento su youtube

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Correva l’anno 2005 ed io ero un non giovane studente universitario sulla soglia di una seria crisi di nervi perché studiavo Sociologia E QUINDI non avevo idea di cosa fare della mia vita. Il Web sì, la SEO ok, ma niente di serio. Un giorno il mio mentore Derrick de Kerckhove entrò decisamente su di giri nel suo ufficio dove lo attendevo per il sacro caffè delle 11:00. Euforico mi disse di aver scoperto un sito web su cui le persone potevano pubblicare lo stesso video della demolizione di un palazzo, di modo che l’evento fosse visibile dal punto di vista di ciascuno. Una cosa del tutto straordinaria per lui che aveva scritto Brainframes avendo già in mente (nel ’93) una nuova prospettiva tattile che mediata dalle tecnologie digitali ci avrebbe permesso di “toccare” e di “essere” a distanza, semplicemente con un click sul mouse. Oggi ti suona banale, lo so.

 

Fenomenologia del Tubo

Come hai già capito il sito web scoperto quel giorno dall’erede intellettuale di Marshall McLuhan era proprio YouTube, che all’epoca funzionava come un mero contenitore di video, poco più. Google lo avrebbe acquisito di lì a poco, trasportandolo in quel paradiso oscuro in cui ogni giorno vengono prese decisioni piccole piccole che ti cambiano la vita per sempre.

Col passare del tempo abbiamo visto YouTube trasformarsi da contenitore di prospettive individuali a servizio di broadcasting  multi canale su cui a ciascun utente era consentito sviluppare contenuti tematici sul proprio argomento di interesse. C’erano i tutorial su come cambiare un tubo flessibile, come conquistare una ragazza, come montare i mobili di casa, oppure i canali di intrattenimento come quello di Willwosh (indimenticabile), quelli destinati ai bambini, che fanno numeri da paura, quelli dei gamers (che ne fanno di più) o ancora i canali musicali, che potrebbero apparire impropri su di un sito web che mostra contenuti video, salvo oggi constatare che il sito web su cui si ascolta più musica al mondo non è Spotify, ma appunto YouTube.

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Insomma una montagna di contenuti utili e interessanti su qualunque cosa, tutto gratis. No, non era e non è uno scherzo capire quale video debba posizionarsi meglio di quale altro per una query fatta sul motore di ricerca di YouTube. E a complicare le cose ci si è messo lo spegnimento di Google plus con il conseguente spostamento di molte funzionalità social proprio su YouTube, divenuto dunque ancora più orizzontale e partecipativo. Il prodotto di queste traversie e degli innumerevoli passaggi occorsi negli anni è la torre di babele che chiamiamo YouTube, un mostro di Frankenstein assemblato con pezzi presi qua e là, sapientemente cuciti per stare insieme nel modo più equilibrato in anni di test, balzi in avanti, arresti repentini e retromarce clamorose. Solo il tempo e le menti più brillanti dell’umanità hanno potuto creare la perfetta scatola degli interessi individuali. Oggi apri il tubo e ci trovi subito quello che hai visto, quello che ti piace, quello che può piacerti e quello che ti piacerà.

E se quel che cerchi non è già in prima pagina ad aspettati, basterà fare una ricerca per trovarlo. A proposito:

 

Come funziona il motore di ricerca di YouTube?

Un po’ come per Amazon, il motore di ricerca di YouTube fa meno fatica di Google WebSearch, perché i video sono tutti sulla stessa piattaforma, quindi non c’è la necessità di valutare cose come la struttura dei percorsi interni o le dipendenze JavaScript. Esistono elementi di ottimizzazione del singolo video, come la cura del titolo, della descrizione, l’inserimento di sottotitoli o di elementi ulteriori come i marcatori e i tag, ma tali elementi erano molto più efficaci in passato e oggi avrebbero tutt’al più senso per un utente che si collegasse a YouTube per la prima volta, col browser pulito… e non ne conosco tanti.

Lo so, sto per dire una cosa tremenda, tuttavia bellissima allo stesso tempo e che certamente fa riferimento al senso di responsabilità di ciascuno di noi: il posizionamento su YouTube funziona su base democratica. Non si posiziona il video più lungo, né quello più breve. Non si posiziona il video che tratta più approfonditamente un argomento, né quello meglio ottimizzato. Si posiziona il video più visto, quello con più commenti, quello con più like/dislike, quello che sta nel canale con più iscritti. È una bella notizia perché restituisce l’idea della meritocrazia, giacché ciascuno senza avere mezzi eccezionali può arrivare ad ottenere risultati da prima serata su Rai uno, ma allo stesso tempo è terribile, perché questo sistema ha fatto emergere meccanismi di manipolazione che ormai appaiono come pratiche ricorrenti e cristallizzate nei canali che ottengono il maggior riscontro. Ad esempio:

  1. Invito ad iscriversi al canale dopo 15 secondi
  2. Già che ci sei clicca su mi piace e sulla campanella per ricevere le notifiche
  3. Invito a guardare fino alla fine per scoprire il vero messaggio

Una cosa di cui molti si lamentano è che a posizionarsi meglio sono anche i video fatti talmente male da attirare commenti negativi e dislike. Ma quando un video è brutto le persone semplicemente lo abbandonano. Se lo seguono fino alla fine e si prendono la briga di commentarlo -anche negativamente- significa che lo hanno comunque trovato interessante.

 

Conclusioni

In definitiva sono molte le cose su cui riflettere, ma se oggi dovessi inquadrare quelli che per me sono i principali fattori di ranking su YouTube direi in ordine:

  1. Verticalità del canale
  2. Capacità di bucare lo schermo
  3. Conoscenza tecnica dell’argomento
  4. Strumentazione tecnica per realizzare i video
  5. Conoscenza dei meccanismi per fidelizzare gli utenti

Poi certo, ci sono argomenti che funzionano meglio di altri, ma in ogni caso se ti aspettavi il “trucco” per fare posizionamento su YouTube, sappi che non esiste o meglio non esiste più. Si tratta di essere intelligenti e saperci fare.

Molti dovranno impegnarsi per ottenere risultati mediocri. Per alcuni è solo questione di iniziare.

 

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