Ma i siti web realizzati con WordPress, che problemi hanno?

Eugenio Petullà

Eugenio Petullà

Una volta per tutte, leggi questo articolo e poi ripeti con me: “WordPress non fa schifo, chi cura WordPress (spesso) sì”.

Ho conosciuto Eugenio Petullà rimanendone sinceramente impressionato qualche anno or sono durante una conferenza a Bologna. È un developer full stack, full contact, compact disk full HD (frontend) e nonostante questo resta umile al punto da avermi concesso la bella chiacchierata che ho il piacere di condividervi quest’oggi. 🙂

 

Ciao Eugenio, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Ciao Francesco, lavoro su tantissimi fronti ma, come al solito, tutti vicinissimi all’ambiente WordPress. L’ultima settimana l’ho passata diviso tra il consolidamento di un ecommerce di spezie provenienti dall’oriente, il refactoring di un portale storico di micro servizi per sviluppatori e la preparazione al rilascio della nuova imminente versione del nostro plugin per creare glossari (Glossary for WordPress). Il nostro piccolo bambino sta crescendo e dopo anni raggiungerà la versione 2.0 quindi abbiamo deciso di rinnovare tutto, dalle landing page alla documentazione, passando per il readme.txt ed il forum di supporto. Per fortuna siamo in dirittura di arrivo, così potrò finalmente riposarmi un po’.

 

Ma i siti web realizzati con WordPress, che problemi hanno?

Bella domanda! Ti direi nessuno. A mio avviso il problema è sempre posizionato tra la sedia e la tastiera di chi programma o di chi li gestisce. Con il tempo ho imparato che quando si tratta di software prima o poi un bugfix arriva mentre fixare le persone è decisamente più difficile, è un processo lento quanto l’apprendimento e non tutti sono disposti a spendere tempo per imparare quindi si cerca sempre la via più breve. WordPress offre tantissime scorciatoie, in fondo è la sua mission dichiarata quella di “democraticizzare il web” per renderlo alla portata di tutti e ci sta riuscendo alla grande, poi sta a noi operare delle scelte basandoci sulle nostre competenze.

Quando un prodotto diventa “di successo” si crea sempre una forte polarizzazione tra chi lo ama e chi lo odia, nel caso di WordPress questo è amplificato dal naturale degradamento del mercato dovuto all’aumento della richiesta e delle offerte più disparate e dal peso degli anni; ricordiamoci che parliamo di un CMS nato nel 2003, ben 17 anni fa, che equivalgono ad un’era geologica nel mondo dell’IT.

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Per fartela breve e poco educata ti risponderò alla domanda con una domanda che poi è una riflessione. Per Google WordPress è un prodotto da tenere fortemente in considerazione, così tanto da metterci a lavorare dei suoi dipendenti ad esempio, con il plugin per le Web Stories o Site Kit per l’integrazione dei suoi servizi di analisi. Su quante altre realtà esterne alla loro azienda hai visto lavorare Big G direttamente in questi anni?

 

Ci racconti la tua esperienza con Genesis?

Sicuramente è il framework per temi più pulito ed aderente agli standard Word- Press che si possa desiderare e per questo anche uno dei più performanti. Diciamo che aggiunge quel poco che manca al CMS e basta, non pretende di risolverti tutti i possibili problemi, quelle cose le lasciamo volentieri ai temi multipurpose ed a i vari page builder. Impiegarlo continuamente come base per i nostri lavori negli anni ci ha portato ad avere uno strumento efficientissimo sia dal punto di vista delle performance sia da quello della sicurezza e manutenzione.

La scorsa settimana abbiamo fatto un intervento sul sito di un cliente che seguiamo da 6 anni circa e che ora vorrebbe passare a Gutenberg per la creazione delle landing interne. Abbiamo scritto lo stile dei blocchi che gli servivano, aggiunto qualche blocco extra e. . . voilà, un tema realizzato diversi anni fa ha avuto il suo “page builder” core senza dover utilizzare risorse di terze parti o soluzioni non standard. Scommetto che ne durerà almeno altri sei!

Genesis non è sicuramente una soluzione totalmente punta e clicca, anche se con le ultime versioni i ragazzi di studiopress stanno spingendo per renderlo completamente Gutenberg compatibile e si sono anche comprati quello che una volta si chiamava Atomic Blocks. Nonostante richieda un po’ di sforzo (ma neanche tantissimo) per essere sfruttato al meglio, per noi il gioco è sempre valso la candela.

Ringrazierò a vita uno dei miei ex-soci per averci spinto ad adottarlo.

 

Dicono che WordPress non sia ideale per l’ecommerce, ma è così?

Vale lo stesso discorso di prima: ideale per chi? Quando parliamo di ecommerce sicuramente entriamo nel vivo del business perché è uno dei settori più difficili da scalare per via della concorrenza, della scarsa fiducia del cliente e degli alti standard settati dai big player del settore. Non è di certo il CMS scelto a fare andare bene le cose, sicuramente però può farle andare male. Diciamo che WordPress se usato con i piedi nel settore ecommerce fa più danni che se ci costruisci un sito di news, questo vale però anche per Magento o qualsivoglia concorrente.

La cosa che mi fa sempre sorridere è quando sento parlare di eventuali limiti di WooCommerce espressi in numeri, senza contesto alcuno e senza analisi, del tipo “si può usare solo sotto X prodotti, se ne metti di più scoppia” oppure “ci sono dei limiti tecnici in come è fatto il database per cui non puoi tenere più di X varianti, pena l’ossidazione del server”. Ovviamente nessuna di queste affermazioni è vera, basta un po’ di studio per capire che Woo crea delle sue tabelle e una sua logica esterna a quella di WordPress proprio per ottimizzare questi aspetti, in più lo sviluppo negli anni è sempre stato focalizzato in tal senso ed empiricamente si può vedere quanto migliora in maniera costante release dopo release.

Detto questo: lo userei per tutti i siti di vendita online? Ovviamente no! Se devo vendere un solo prodotto e non ho bisogno del carrello banalmente mi basta l’integrazione con un bottone di PayPal e/o Stripe, con qualche accorgimento e un po’ di sana programmazione custom mi viene anche qualcosa di più usabile. Se devo mettere su uno shop che ha bisogno di pesanti integrazioni con CRM/POS che scambia materiale in XML più probabilmente mi orienterò su Magento e se il progetto che mi viene proposto è un MVP dove il budget verrà speso solo sulla creazione del portale spesso consiglio di dirottare gli investimenti verso il marketing e di aprirsi uno shop su shopify.

Come avrai capito è sempre un gigantesco dipende e chi vive di assoluti non ci ha capito nulla di questo mestiere.

 

Come si possono minimizzare i conflitti tra estensioni di terze parti su WP?

Questa è facile: installandone il minor numero possibile!

A volte potrebbe essere comunque una necessità quindi se non si ha padronanza del codice e non si riesce neanche a capire cosa funzionerà o meno guardando i sorgenti o la documentazione io suggerisco sempre di dotarsi di una metodologia solida che consiste in quattro fondamenti:

  • Testare prima di installare. Farlo sempre su una istanza di test, meglio se in locale.
  • Creare una piattaforma di staging per testare tutti gli aggiornamenti prima di passarli il produzione e, sopratutto, mantenerla aggiornata ed allineata alle configurazioni del sito in produzione.
  • Leggere i changelog e i forum dei prodotti che usate perché spesso gli sviluppatori o gli early adopters scrivono cosa stanno cambiando ed eventuali incompatibilità.
  • Ricordarsi che “shit happens”, quindi fare sempre i backup seguendo la regola del 3-2-1 e conservarli fuori dal server di produzione! (No, non bastano quelli forniti dall’hosting).

 

Ci consigli qualche plugin o tema rivoluzionario per il prossimo blog?

Per quanto riguarda il plugin direi di aspettare, poi in maniera sfacciata e spudorata ti consiglierò la nostra prossima creatura che prenderà vita tra un paio di mesi. Ti anticipo solo che occuperà di gestione dei link e di correlazioni tra questi. Facciamo che appena esce ti mando un po’ di licenze per la versione professional da regalare ai lettori di SEO Garden.
Per quanto riguarda il tema per il blog ovviamente basato su Genesis, a me piace minimale e con una cura particolare della tipografia. Mi ha sempre incuriosito il concetto di No Sidebar visto come ritorno al minimalismo e al concentrarsi sull’essenziale. Ho seguito con attenzione il relativo blog/progetto di Brian Gartner e ti dico quindi ad occhi chiusi per il mio prossimo blog utilizzerò l’omonimo template che puoi ammirare in tutta la sua semplicità qui.
Siccome non mi va di lasciarti con tutta questa roba a pagamento altrimenti sembra che sia affiliato a studiopress (mi piacerebbe tanto e invece li pago solo; sad story), ti parlo anche di un progetto completamente free ed open source che
mi ha impressionato per impegno e concetto. Si tratta di Go, il tema sviluppato da GoDaddy.

Questo tema è completamente basato sui blocchi di Gutenebrg che sono a tutti gli effetti ormai il presente e il futuro del CMS. Questo tema rispetta pienamente tutti gli standard di WordPress e mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta quando l’ho visto rilasciare gratuitamente tramite GitHub, quindi

“a big shout-out” agli sviluppatori.

One Response

  1. EsselungaBOy 19/11/2020

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