Mobile content creation, cos’è e come studiarla

francesco facchini

Francesco Facchini

francesco Facchini è un consulente e formatore aziendale in merito di mobile content creation. Il suo focus è quindi sull’utilizzo (consapevole) dello smartphone come macchina “totale” per la produzione e diffusione di contenuti in ottica di branding e/o informativa.

È autore di Smartphone evolution, edito da Flaccovio e oggi ho il piacere di condividervi questa bella chiacchierata virtuale con lui.

 

Ciao Francesco, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Progetto e realizzo contenuti con lo smartphone. Aiuto professionisti e aziende a raccontarsi con la mobile content creation e facilito l’evoluzione dei loro business con la tecnologia mobile. Faccio il docente e il formatore di mobile content creation per enti e istituzioni e tengo corsi su tutti questi argomenti sulla piattaforma algoritmoumano.it. Questo è il mio lavoro. Se parli, invece, di obiettivi lavorativi personali penso che questo sia l’anno della voce per cui desidero creare un movimento attorno alla materia del podcasting mobile per persone e aziende. Poi ti dico le prossime due espressioni che riguarderanno da vicino il mio viaggio professionale: il drone journalism e l’AI journalism. Voglio vedere dove ci porterà l’Intelligenza Artificiale nella produzione dei contenuti.

 

Come si colloca il tuo libro rispetto alle esigenze della digital detox?

Il mio libro insegna l’uso consapevole dello smartphone come macchina totale. Lo fa partendo da un ragionamento che deve invertire la tendenza che ha caratterizzato questo strumento fino a oggi. Era un’arma di distrazione di massa, con il mio libro spero di rendere consapevoli tutti che può diventare strumento di vita, di rilancio e di miglioramento. Del lavoro e dei giorni. Nel libro insegno a spegnerlo. E la prima cosa che ti dico è: spegnete le notifiche. Inizierete a vivere lo smartphone in modo attivo (lo prenderete in mano quando volete voi) e smetterete di subirlo.

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Chi sono i nuovi curatori di contenuti e come monetizzano?

I nuovi content producer sono persone che interpretano il cambiamento senza smettere di lavorare per mettere valore in quello che fanno per loro o per i loro clienti. Come monetizzano? Creando esperienze, diffondendo conoscenza e producendo realizzazioni di qualità. Finalmente è finita l’era dei numeri, dei like e degli influencer. Emergerà chi produce esperienze vere, chi usa la voce, chi ingaggia i clienti con la realtà e con i contenuti di valore. Non con la pubblicità o la fuffa.

 

Qual è il ruolo del “vecchio” laptop nel contesto del tuo libro?

Il laptop non c’è. Semplicemente. Però nei giorni di poco precedenti l’uscita del libro è successa una cosa che ha fatto entrare il laptop nel flusso di lavoro mobile. La Apple ha creato il processore M1 che legge anche le applicazioni mobile sul pc e che può essere usato in movimento senza carica (quindi non staticamente) per 12-14 ore. Un’intera giornata. Nelle prossime edizioni del libro ci entrerà, perché ora il laptop è diventato mobile e parla lo stesso linguaggio dei device mobili. Il sistema sta per cambiare totalmente.

 

Ci parli un po’ delle nuove opportunità per chi fa impresa

Le nuove opportunità nascono dallo smartphone. Lo smartphone crea un nuovo linguaggio del quale le imprese dovrebbero approfittare. Vero, magari grezzo, diverso, più vicino ai clienti. Lo smartphone crea conversazione coi clienti, ti fa scoprire mercati,  è un ponte di interazione, è uno strumento di virtualizzazione dei passaggi del lavoro e di risparmio dei costi.

 

Quali sono per te le prospettive future di utilizzo della tecnologia mobile?

Mentre tutti parlano di 5G io ti parlo di 6G. Lo scorso luglio la Samsung ha scritto un paper sulla sesta generazione di comunicazione cellulare. Lo trovi su Algoritmo Umano. Sono pagine da leggere. Comunicheremo in modo tridimensionale, non avremo più problemi di memorie fisiche perché saremo costantemente collegati ai cloud. Lo smartphone morirà per come lo conosciamo. Sul libro c’è un capitolo finale intitolato cosi. Sarà un personal device, un centro di calcolo che scambierà dati coi sensori, i visori e i produttori di contenuti (come videocamere) che avremo addosso. E ci manderà i dati di cui abbiamo bisogno agli stessi wearable hardware per farci vivere esperienze, comunicare, studiare, lavorare, imparare, viaggiare in tre dimensioni e non in due. E’ abbastanza? Spero siate pronti. Se no son qua, pronto a dare una mano.

Mobile Communicator su www.francescofacchini.it

Fondatore di www.algoritmoumano.it

Autore di #SmartphoneEvolution —-> https://bit.ly/39aYZi9

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